479701215_1181385637321127_3940187877082261686_n.jpeg
image
ad-top-header

LU Magazine” è la rivista capace di soddisfare la curiosità dei lettori di qualsiasi età.
E’ frutto di un progetto editoriale innovativo ed accattivante. 

La comprensibilità dei contenuti assicura una piacevole lettura.

 

N.02/2013 Registro Tribunale di Torre Annunziata del 06/04/2013 - N°48/2013 R.G.V.G. - N° 274/2013 CRON - Num. ROC 17567 - Numero Procedimento 946041 Concessionaria pubblicitaria di Lunella Production - info@lunellaproduction.com

 

Ove non espressamente indicato, tutti i diritti di utilizzo dei testi e del materiale audio-video presente sul sito sono da intendersi di proprietà dei rispettivi proprietari, autori, e di chi detiene i diritti.

Michel Oz: “Attraverso un’opera d’arte è possibile capirsi più profondamente e giungere ad una piena

2025-11-03 00:00

LUMagazine

Salotto Vip,

Michel Oz: “Attraverso un’opera d’arte è possibile capirsi più profondamente e giungere ad una piena consapevolezza di sé”

Michel Oz, artista contemporaneo, realizza opere pop con la tecnica dello “strappo”, espressione artistica portata in auge dal grande Mimmo Rotella (C

Michel Oz, artista contemporaneo, realizza opere pop con la tecnica dello “strappo”, espressione artistica portata in auge dal grande Mimmo Rotella (Catanzaro Catanzaro 1918 – Milano 2006). 
Attraverso i quadri di Michel Oz è possibile osservare la vita. L’artista apre nuovi squarci alla conoscenza attraverso la sovrapposizione di frammenti di manifesti, compone nello spazio le figure per indicare potenziali percorsi comunicativi, suscita nell’osservatore un impatto sensoriale significativo.
Negli ultimi anni Michel Oz è riuscito a conquistare il consenso della critica e di un pubblico sempre più ampio. La dedizione al lavoro, unita alle esposizioni tenute in diverse città italiane, gli ha permesso di ampliare i propri orizzonti e di affermarsi come punto di riferimento per vari artisti.

 

Michel Oz, come è iniziata la tua avventura artistica e come avviene il tuo processo creativo?


Ho sempre realizzato collage fin da bambino; all’età di venti anni circa, alcune persone hanno notato il mio lavoro e mi hanno esortato ad esporlo. Così ho cominciato e non ho più smesso. Il processo creativo è ispirato alle stesse dinamiche di scollamento e sovrapposizione di cui la street art si fa portavoce. Una volta in studio con il mio bottino di brandelli di carta, al suono di musica, inizia il processo creativo che dura ore ed ore. Si crea, così, un continuo ricircolo in cui strappi, messaggi e stili diversi, si ricompongono in un nuovo e diverso segno grafico. In ogni opera, unica e irripetibile, coesistono contaminazioni artistiche ed emerge il vissuto di altre persone. 


Quali sono gli “strappi” più insoliti e particolari che hai utilizzato nelle tue opere?

 

Parto dal presupposto che ogni strappo che scelgo deve trasmettere qualcosa: attraverso il suo colore, la sua texture o attraverso ciò che vi è rappresentato.
Sui muri delle metropoli c’è di tutto ma tra i frammenti più interessanti, più particolari, mi vengono in mente quelli che pubblicizzano servizi privati di escort a Buenos Aires.

 

Quanto è casuale e quanto è meditata la scelta degli elementi che compongono le tue creazioni?

 

Devo ammettere che nonostante le apparenze caotiche dei miei collage è tutto rigorosamente pensato. I pezzi sono tutti incollati secondo criteri e tecniche che si ripetono su ogni lavoro.
Ogni elemento entra in relazione con gli altri fino a quando non emerge l’equilibrio che sento “giusto”.
Alcune volte filmo il processo creativo e lo rivedo rimanendo sorpreso di quante prove vengono effettuate prima di arrivare al lavoro definitivo.


L’arte ha ancora un ruolo nello smuovere le coscienze?


Assolutamente si. L’arte emoziona, comunica; è la più alta espressione umana di creatività e il linguaggio possiede un potere enorme: è capace di scuotere le coscienze. Attraverso un’opera d’arte è possibile capirsi più profondamente e giungere ad una piena consapevolezza di sé.

 

Una valutazione critica della tua arte…

 

Le creazioni, caratterizzate da un equilibrio di immagini e di colori che emergono dagli spazi lacerati dei manifesti, generano un dialogo empatico tra l’opera e l’osservatore.

 

In genere, quale impressione cerchi di suscitare in chi osserva i tuoi quadri?

 

Quando si guarda un mio quadro c’è una prima impressione che può essere positiva o negativa, dettata dalla visione d’insieme e dal cromatismo. Quando, poi, ci si sofferma a studiare i vari frammenti e la correlazione che ho montato, si apprezza di più il lavoro.

 

Quanto è cambiato Michel Oz, come artista e come uomo, dagli esordi ad oggi?

 
Forse non sono cambiato poi tanto, direi che come tutti i 40enni che si guardano indietro, oggi c’è più esperienza e più consapevolezza rispetto al passato.

 

Sei co-fonder di Contart Gallery, un nuovo spazio espositivo nel cuore di Roma. Quale significato ha questo investimento nella scena artistica?

 

Contart Gallery, sita in Via dei Gracchi n.18, non solo è una vetrina personale ma un luogo per dar modo e spazio a qualsiasi artista di esporre le proprie opere e di farsi conoscere.


Progetti imminenti?


Presenterò più opere alla Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea, “Roma Arte in Nuvola, dal 21 al 23 novembre, presso il Centro Congressi La Nuvola. Un’ occasione di crescita personale e professionale, oltre che un’opportunità per condividere la mia arte con altri artisti e con il pubblico.
 


© Copyright 2025 Lumagazine - privacy - powered by Mns srl