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Eugenia Tamburri: "L’arte è il mio mestiere, la mia anima"

2024-05-16 01:00

LUMagazine

Salotto Vip,

Eugenia Tamburri: "L’arte è il mio mestiere, la mia anima"

Eugenia Tamburri è una donna sorprendente, dalle mille sfaccettature e colori. Oltre ad essere una della più acclamate concertiste è una bella donna,

Eugenia Tamburri è una donna sorprendente, dalle mille sfaccettature e colori. Oltre ad essere una della più acclamate concertiste è una bella donna, bionda, dotata di una “forza” comunicativa davvero speciale. Musicista raffinata, plurilaureata, conduttrice di programmi radiofonici, autrice di spettacoli sempre in movimento creativo. Nel 2022 ha pubblicato ChiaroScuro per la Digital Records, il primo disco da solista dedicato al padre. Eugenia è la pianista di Scordato di e con Rocco Papaleo oltre che con Giorgia, per la prima volta in veste di attrice. 

 

Ospite al festival internazionale del film per ragazzi Val di Chiana Senese 2023, ha ricevuto un premio per la sua magnifica interpretazione in Micol e Micol, per la regia di Fernando Popoli (che ha ricevuto il Premio alla carriera). In questa primavera 2024 ha pubblicato con Arturo Annecchino, Dea Madre, quarantaquattro brani del compositore ispirati alle divinità della Grecia classica, della Roma pagana e dell’antico Egitto.

 

Eugenia se dovessi definirti come artista cosa diresti di te?

Credo che l’arte sia per me linfa vitale. Ho studiato molto, musica, pianoforte, lingue. Credo che non si finisca mai di imparare e la mia curiosità, la voglia di conoscenza mi spinge sempre ad andare oltre. In fondo ho lasciato la mia terra dove il dialetto, le tradizioni, sembrano limitare quell’orizzonte “aperto” e senza confini che, lo studio delle lingue e la passione per la musica, mi regalavano, spingendomi ad una ricerca continua fuori e dentro di me verso una libertà ed una indipendenza che avevo sacrificato all’impegno e allo studio da quando ero bambina.

 

Interpretare la pianista di Scordato ti ha coinvolta?

Il film mi ha davvero coinvolta, perché Rocco Papaleo con la sua scrittura intensa ha tratteggiato la storia con una delicatezza ed un’intensità speciali. Una tematica profonda ed intima, alleggerita da un pizzico di ironia, come solo lui sa fare che mi ha costretta a fare un “viaggio” interiore. Orlando (il protagonista, interpretato da Rocco) racconta con una vena poetica e malinconica, il ritorno in Basilicata, la sua terra natia. Un viaggio nel ritrovare sé stesso, dialogando con il suo alter ego, bambino e giovane ragazzo pieno di speranze. Sono molisana ed anch’io, ad un certo punto, ho sentito il bisogno di andare via. La bellissima riflessione che il film propone, sul come sia necessario “accordarsi” col proprio passato, l’ho sentita anche mia.

 

Cosa hai conservato?   

Una bellissima sensazione, perché Rocco ci ha scelti con meticolosa attenzione, come tessere diverse di un unico mosaico. Anche caratterialmente ci siamo scoperti tutti complementari, persino con Giorgia! Papaleo ha saputo guidarci con maestria al punto che per la scena finale, ci ha convocati tutti senza svelarci quello che aveva in mente, mettendoci in condizione di essere spontanei e dare il meglio. Abbiamo vissuto nella sua casa natale di Lauria, respirando appieno un po' di quella magia che ha saputo mettere nel film.

 

Sei sempre in viaggio, in giro per l’Italia in tournee o ad insegnare in tanti Conservatori. Quanto è importante il viaggio e l’esperienza che ne deriva nella tua vita?

Intanto ho deciso di lasciare la mia terra, di partire per un viaggio nella vita. Poi credo che il viaggio più importante lo si faccia dentro di noi, nello scoprire sfumature, risorse che non credevamo di possedere. Mettermi in gioco con Scordato, benché avessi già girato qualche cortometraggio, è stata una bella sfida con me stessa. Un viaggio che mi ha permesso di capire come sia affascinante stare davanti ad una macchina da presa e vedermi sul grande schermo, mi ha emozionata tantissimo.

 

Ad oggi qual è il tuo rapporto con il cinema? Ti piacerebbe lavorarci ancora?

Il cinema mi affascina, mi ha messa alla prova facendomi riscoprire sfumature di me importanti. Spesso lavoro per il cinema e la televisione, “doppiando” le parti suonate di molte pellicole. Lì lavoro davanti alle immagini che scorrono, permettendomi con il mio pianoforte, in qualche modo di entrare in mondi diversi. Recitare in un film come Scordato, dove interpreto proprio una pianista è stato magico: pensa che tra l’altro, la parte era stata scritta per un uomo, ma in qualche modo, ho convinto Rocco a cambiare il personaggio. Non mi dispiacerebbe per niente, oltre ai tanti cortometraggi che ho già interpretato, poter far parte di un altro cast e vedere di cosa sono capace!

 

Progetti futuri?

Tanti, come sempre sarò impegnata in una tournée estiva di cui stiamo definendo date e luoghi, ma sono sempre in “fermento” creativo. L’arte è il mio mestiere, la mia anima…


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