Patti (ME), il Santuario di Tindari tra sacro e bello

Chi è stato al Santuario di Tindari, un luogo di culto tra i più noti e importanti della Sicilia, sa di che cosa stiamo parlando. E non serve vedere le cose dal punto di vista romantico per valorizzare i due aspetti caratteristici di questo incantevole angolo di mondo, in cui il sacro del bellissimo Santuario della Madonna Nera di Tindari, s’interseca alla bellezza paesaggistica che si accentra principalmente sulla meravigliosa spiaggia dei “Laghetti di Marinello” sottostante al promontorio del Santuario. Momenti di pace e meditazione ti assalgono nel momento in cui, dopo essere uscito dalla Chiesa, ti affacci ad ammirare la spiaggia di Marinello che ogni anno modifica la sua forma, così come il numero dei laghi salmastri che aumentano o diminuiscono in base alla stagione, le correnti e le maree. Scorgere quella lingua di sabbia in continuo movimento è bello, soprattutto se pensi anche solo per un attimo alla narrazione della leggenda che ci parla di quella mamma andata in pellegrinaggio al Santuario del Tindari, che alla vista della Madonna Nera ebbe sentimenti di non ammirazione per la durezza dei suoi tratti. Offesa, la Madonna avrebbe lasciato cadere dal belvedere del Santuario la bimba che la donna teneva in braccio; ma quando la mamma chiese scusa, sotto il promontorio del Tindari si formò una spiaggia che ebbe le sembianze di una Madonna intenta a pregare con le mani giunte, salvando così la vita alla bimba. Una leggenda che ci è stata riportata negli anni e che non possiamo fare a meno di pensare quando come il nostro sguardo si rivolga a un mistero che si infiltra romanticamente nella nostra anima, tra leggenda, fede cristiana e la realtà di una vista mozzafiato che ben si riconciliano con i nostri momenti di riflessione personale. Ma ad abbellire la Spiaggia di Marinello ci sono anche le varie calette, le grotte, i faraglioni levigati dal mare che non è semplice raggiungere a piedi, ma che dal mare regalano ai visitatori le spettacolari sfumature d’azzurro immenso capaci di conciliarti con la natura, col bello della vita e dei suoi vari aspetti contrastanti che ne raccogliamo durante la nostra quotidianità. Stiamo parlando di un paesaggio ancora vergine, dove le bellezze naturali non hanno permesso espansioni edilizie e costruzioni di case e alberghi atti a modificarne l’impatto naturale e forse anche magico, che questo luogo sa infondere a chi arriva da lontano. E’ un misto di fede cristiana, cultura, storia che incanta, che sublima i sentimenti e ti aiuta a capire il motivo per cui sei arrivato fin qui. Camminando poi tra le stradine del Tindari, incontri piccoli negozi assiepati tra loro e carichi di immaginette, ricordi di vario genere con icone religiose e altre opere artistiche più attente a riprodurre il paesaggio. Più in là, passando ancora tra altri negozietti con artigiani che ti invitano ad assaggiare gratuitamente le paste di mandorle della zona, le mandorle appena abbrustolite o il torrone ancora fumante e inebriante di gusto e profumo, si arriva al piccolo Teatro Greco dove ogni estate si svolgono manifestazioni culturali e teatrali di alto interesse. E qui, tra queste pietre incantate e intrise di storia greca che risale al IV secolo avanti Cristo, in seguito rimaneggiato in epoca romana con una nuova decorazione e l’adattamento a sede per i giochi dell’anfiteatro, è facile porre lo sguardo tra l’immensa piantagione di fichi d’india e alberi di ulivi, emblemi di una Sicilia storica che si riflette nella più classica delle cartoline. Chi può, dunque, vada a respirare l’ossigeno d’incanto emanato da questo particolare luogo di Sicilia. E’ il Santuario del Tindari. E’ tutto ciò che sta intorno e che ti fa capire come storia, cultura, sacro e bellezza vadano sempre di pari passo.

Salvino Cavallaro

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