Maria Angeli: è uscito “Anyhow”, il nuovo lavoro discografico

Maria Angeli presenta il suo nuovo lavoro da titolo “Anyhow”, prodotto dal compositore Andrea Filippucci.

L’album è composto da 8 canzoni, nelle quali traspare tutta l’intensità emotiva dell’artista, parte proprio dalla title track “Anyhow”, nella quale arpeggi ostinati di chitarra accompagnano le delicate e malinconiche armonie della voce. Una vocalità decisamente soul e bluesy, egregiamente controllata.

Come un flusso unico, si prosegue con “Fade Out”, nella quale continua l’incessante presenza di arpeggi di chitarra, su armonie dai tratti fiabeschi, come fosse un delicato sogno o il lento trascorrere di attimi fatati.

Pian piano si entra nell’elettronica con “Caught up in a rush”, con note di piano rhodes che si fondono a drum machine ed effetti di reverse applicati su tracce, presumibilmente, di chitarra. Interessanti anche i tappeti di sintetizzatori che ne compongono i bassi della composizione. La voce continua a muoversi su corde sottili, senza mai inciampare ma costantemente in bilico. Tecnica sopraffine della cantante che mette in risalto tutte le sfumature della sua vocalità.

Note di piano, al quanto malinconiche, aprono “When You’re Gone”, una ballata romantica, che si evolve in un arrangiamento di archi nel ritornello, che ne aprono l’armonia, trasportando l’ascoltatore in dimensioni ultraterrene. Un tripudio d’arte semplice ed efficace, in un vortice di emozioni.

“The Reasons” viaggia su binari molto simili alle precedenti, discostandosi per le sue armonie leggermente più sperimentali. Tratti molto più bluesy troviamo in “Piece of my heart”, nella quale accordi di chitarre vengono accompagnati da una batteria decisamente percussiva, con la voce che si lascia andare in fraseggi tipici del blues, con il costante giocare tra le note.

“Un velo” è l’unico brano in italiano di tutto il disco. La vena jazz/pop continua a scorrere all’interno di questo brano. La vocalità si presta molto bene anche ad un linguaggio differente da quello ascoltato fin ora, prova della consapevolezza che l’artista ha del suo strumento naturale. In chiusura c’è “Bette Davis”, un brano che si sviluppa principalmente intorno all’accompagnamento di piano e alla delicata vocalità della cantante che genera un grande flusso emotivo.

Un lavoro decisamente convincente, adatto a tutti i palati e, soprattutto, di ottima fattura, che denota come sia la cantante, sia il produttore, abbiano una grande padronanza della propria arte.

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