Maneskin, dalla vittoria di Sanremo all’Eurovision Song Contest di Rotterdam

Due vittorie importantissime che hanno fatto andare sul tetto d’Europa il rock dei Maneskin. In 65 anni di vita di questo evento musicale in cui tutti gli anni partecipano i cantanti e le canzoni che hanno vinto ciascuno nel proprio Paese la palma dei migliori, è la terza volta che l’Italia vince questo prestigioso premio della canzone Europea. La prima fu Gigliola Cinquetti nel 1964, poi fu la volta di Toto Cutugno nel 1990 e oggi l’Italia della canzone e non solo, festeggia la bellissima vittoria dei Maneskin. Un gruppo che forse anche a sorpresa si è imposto prima al Festival di Sanremo e adesso all’Eurovision Song Contest di Rotterdam, sconvolgendo quell’antica immagine dell’italiano romantico che non esprime solo sdolcinate melodie, ma sa anche produrre un rock di grande qualità artistica. I ragazzi romani che compongono il gruppo dei Maneskin, quali Damiano, Victoria, Ethan e Thomas che soltanto cinque anni fa suonavano per le strade della capitale in Via del Corso raccogliendo monetine per finanziarsi il primo master, dopo ben 31 anni hanno riportato l’Eurovision Song Contest in Italia con l’orgoglio che si è sprigionato legittimo in loro ma anche in tutti noi che li abbiamo accompagnati con il tifo e il desiderio della vittoria, per un sogno diventato realtà. Un orgoglio che ha accomunato tutta l’Italia, dal mondo musicale al mondo politico, da quello sportivo alla gente comune, il popolo di quella strada che spesso non si sofferma neanche ad ascoltare,  quando in maniera frettolosa avverte i suoni ma non si preoccupa di valorizzarne tecnica e contenuti. Ma adesso che è esplosa la Maneskinmania, non solo i giovani ma anche coloro i quali non possono più dire di esserlo, apprezzano un suono nuovo, moderno, che all’inizio può sembrare duro e non ricettivo alle nostre orecchie, ma che poi diventa quasi emozione. Sì, un’emozione nuova data dalle chitarre e da quel frastuono che ci conduce a tecniche nuove di suono, ma capaci di conquistarci. Ma, in realtà, il Rock’n’roll è un genere musicale che ha attraversato molti anni dalla sua nascita, costruendo attorno a sé un ristretto numero di fan che nulla avevano a che fare con l’esplosione di interesse generale che i Maneskin hanno suscitato fin dalla loro vittoria al Festival di Sanremo e prima ancora sui social. “Zitti e buoni” in versione integrale, nel linguaggio più crudo, ha conquistato l’Europa che prima aveva messo il gruppo dei Maneskin al quarto posto, ma poi, grazie al pubblico votante da casa, ha sancito il successo con 524 voti al foto finish, in un finale thrilling che ha visto il testa a testa con la Francia rappresentata da Barbara Pravi, seconda con 499 punti e con il talentuoso svizzero Gjon’s Tears che con 432 punti è arrivato terzo. Dunque, l’Italia del Rock’n’roll si impone in Europa, mentre conquista e fa anche amicizia con coloro i quali da sempre hanno sbandierato il vessillo della melodia romantica come unico emblema di italianità musicale.

Salvino Cavallaro

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