Elementi elettronici ed acustici nell’album di Karrambah “Memorie Notturne di Sogni Diurni”

Sarebbe improprio, a nostro giudizio, parlare di questo disco come un susseguirsi di brani, nel senso più canonico del termine; vale la pena rendere invece giustizia ad un flusso che Karrambah (al secolo Edmondo Annoni) ha saputo tenere unico, seppur con interessanti elementi di discontinuità.

Parlare di questo disco nelle sue specificità è quindi piuttosto difficile, in quanto l’ascoltatore viene assorbito nel fiume che gli scorre dentro, e i “drones”, così come le sintesi elettroniche, favoriscono il suo fluire interno. In alcuni punti, qualche synth spigoloso ci riporta alla nostra veglia, per farci scegliere una strada ancora nuova da percorrere.

L’idea della colonna sonora è presente e forte in brani come “Resonator”, mentre “Pam Pam Ra” suggerisce movimenti quasi “iberici”, complici gli ottoni che spadroneggiano nei grovigli melodici.

La fusione tra elementi elettronici, in primo piano, e strumenti acustici non è una novità in campo musicale, ma, quando l’obbiettivo del compositore è totalmente centrato, non serve che ci sia innovazione a tutti i costi.

Una menzione speciale andrebbe fatta a “Riverbera”, unica che vede la presenza della voce, seppur in veste nettamente secondaria, per la quale si può spendere qualche paragone illustre con i primi lavori di Franco Battiato. Sicuramente, per chi scrive, il brano più interessante e incisivo.

Il risultato è un disco omogeneo, denso, facile all’ascolto e votato al suo scopo: una psichedelia temperata e suggestiva che accompagna l’ascolto di sé stessi, più che dell’album in sé.

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