Wrongonyou pubblica il primo inedito in italiano “Mi sbaglio da un pò”

Wrongonyou torna sulle scene con “Mi sbaglio da un pò” (Carosello Records), primo brano che inaugura una nuova fasedel percorso artistico di Wrongonyou, che si è cimentato per la prima volta nella stesura di pezzi nella sua lingua madre, l’italiano.

“Mi sbaglio da un pò”, il cui titolo è un gioco di parole che prende ispirazione dal nome d’arte di Marco Zitelli (vero nome di Wrongonyou), scritta a quattro mani insieme a Zibba e prodotta da Katoo, è una liberatoria dichiarazione d’amore dove alla voce e alle chitarre di Wrongonyou si aggiunge un crescendo di ritmiche acustiche che esplodono nel finale in un coro maestoso.

“A volte mettere da parte l’ego può solo che aiutare – afferma Wrongonyou – sia in una relazione ma anche nell’individualità di ciascuno: mettersi in discussione può solo che essere una svolta! All’interno del brano c’è uno special fatto con un coro gospel che in verità sono semplicemente io che ho sovrainciso 28 volte la mia voce e che dice “a volte è facile, a volte è difficile, ma io ancora credo in noi” . Mi sbaglio da un po’ è la prima canzone che ho scritto per questo disco ed è anche l’unica canzone che ho traslato dall’inglese all’italiano. Proprio per questo, ho voluto che fosse la prima ad inaugurare questo nuovo percorso!”

La canzone è la prima di una serie di anteprime che sveleranno gradualmente il nuovo percorso di Marco: una fase che culminerà con la pubblicazione del primo album in italiano, la cui uscita è prevista per ottobre 2019Subito dopo l’uscita del disco, Wrongonyou partirà per il suo primo tour in italiano (una produzione Humble Agency).

La sfida con la lingua madre nasce dal desiderio del cantautore di mettersi a nudo davanti al suo pubblico ecomunicare le sue storie e le sue emozioni senza il filtro dell’inglese.

Un lavoro che ha portato Wrongonyou a scrivere i suoi primi pezzi in Italiano, da solo o collaborando con alcuni giovani e affermati autori italiani, senza perdere la cifra stilistica della sua timbrica e del suo sound tipicamente americano e nordeuropeo.Un cambio lingua che non lo snatura, ma che anzi lo porta a un livello successivo, introducendo nella voce sonorità elettroniche su testi in italiano.

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