“Mars”, il nuovo album di Myky

Nel firmamento delle ultime uscite discografiche della musica pop trova spazio l’ultimo album di Myky, al secolo Michele Petillo. Pubblicato lo scorso 4 giugno, a distanza di  un anno da “My Key”, il cantautore partenopeo, sempre impegnato nel saldare la sua formazione musicale è tornato con un cd di inediti dal titolo  “Mars”, 12 brani per oltre 40 minuti di musica che ripercorrono i generi principali su cui il cantante si è da sempre orientato: il pop anglosassone, le love-ballad, la dance, il funky, l’hip-hop.

L’album nasce sotto l’egida dell’etichetta discografica  Sound Management Corporation e incontra ben tre produzioni, quella di Domenico Messina dei K1 studios, quella di Mauro Fire ( Mauro Perrotti ndr), infine quella di Marco Di Marzo.

Myky presenta un album maturo, solido nei testi e compatto nelle sonorità, offrendo, track by track, riprova ulteriore non solo delle doti canore e della sensibilità artistica, ma di quanto ricerca e applicazione continuino ad essere la vera nota in più di un prodotto discografico realizzato quando la musica è una vocazione e un mestiere per davvero. E’ per questo che Mars si mostra subito per quello che è: un cd nato in studio a seguito di un approfondito lavoro preparatorio, un vero e proprio disco pop, denso, piacevole e strutturato.
 
Con  “My key” Myky aveva accompagnato il pubblico tenendolo per mano in un percorso raffinato tra emozioni e sentimenti, quasi nascondendo dentro musiche leggere riflessioni a tratti dolenti a tratti malinconiche.  Mars, pur nella sua sostanziale contiguità rispetto al disco che lo ha preceduto, vira nei contenuti e gioca con i livelli di lettura, almeno due da scoprire in quasi tutti i brani. Un gioco, quasi un rebus, a cui il cantautore si è dedicato con passione e nel quale coinvolgerà gli ascoltatori svelando, anche attraverso i videoclip, un doppio, in qualche caso triplo, messaggio.
 
Parlando strettamente di musica alcuni brani pescano a piene mani nelle atmosfere anni ’90, omaggiando con franchezza le sonorità pop che hanno spopolato qualche decennio fa, e ritagliandosi una comfort-zone che  rischia di dar luce a ben 8 singoli su 12 tracce.  Da “Dreamer”, che apre le danze, alla riuscitissima “I Don’t Care” – singolo apripista di questo progetto -, dalla morbida “July” alla esplosiva “Mars”, meravigliosamente classica nel suo ritmo dance tutto da ballare, dalla sensuale “Skin” a “The End”, vera sorpresa del disco. “The End” nasce dalla collaborazione con  DJ Mauro Fire e il  rapper Luca Blindo. Insieme i tre si esaltano a vicenda dando vita a una canzone perfettamente bilanciata, emozionante ed ispirata, dove la voce corposa e graffiante di Blindo fa il pari con una prestazione canora maiuscola di Myky, e, siccome il gioco è piaciuto a tutti e tre, hanno ben pensato di proporla in due versioni di cui la seconda interamente in italiano. A proposito di lingua, Myky inserisce ben tre brani in italiano, oltre a “La Fine”, vi sono “La Stanza” e “Rimediare”, ovvero le versioni rilette in chiave pop nostrano di “Room” e “Sorry” presenti in “My Key”.
 
Indubbiamente la forza di  Mars è nella sua coerenza tematica e musicale, nel ritmo funky e nelle irresistibili ballad, ma non solo. In un periodo in cui anche la musica punta a sempre più ardite proposte, a nuove forme-canzone che talvolta sfociano in imprudenti forzature, Myky, richiamando echi pop delle origini, si assesta su un punto d’equilibrio ideale tra il vecchio e il nuovo, riavvolge il nastro semplificando e ripulendo i brani da ridondanze ed eccessi, evitando il rischio di incorrere in prodotti esuberanti al limite della credibilità. Insomma “less is more” e questo album sembra esserne la riprova.
 
C.S.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi