Record di presenze per lo Sponz Fest 2017 ideato e diretto da Vinicio Capossela

Una settimana di albe e di notti vive come giorni, di concerti e di lezioni ripetute, di performance e di installazioni artistiche. 
Nel centenario della rivoluzione russa, sette giorni di rovesciamento e ri-creazione del mondo tra i vicoli e le grotte di Calitri, sulle sponde del lago delle canne, a Borgo castello o all’Abbazia del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi. E poi su un treno storico, nelle stazioni, lungo il sentiero della Cupa e nel castagneto della Mefite. 
Anche quest’anno, lo Sponz Fest si conferma un grande successo.
Si è infatti conclusa domenica 27 agosto la quinta edizione del festival sotto la direzione artistica di
 Vinicio Capossela, che dalla data del suo inizio – lunedì 21 agosto – ha toccato cifre record e raddoppiato le presenze rispetto alle passate edizioni: secondo le prime stime, sono circa 35.000 coloro che hanno abitato questo folle mondo al rovescio, urlando il grido di battaglia “All’incontrer!”. Un flusso continuo di persone di ogni età e provenienza geografica che ha riempito il corso e le piazze di Calitri, rendendo brulicanti di vita spazi spesso vuoti per gran parte dell’anno. 
Tutto esaurito, già parecchi giorni prima dell’inizio del festival, nelle strutture ricettive di Calitri e dei paesi limitrofi come Bisaccia, Aquilonia, Andretta, Melfi, Caposele, Pescopagano e Sant’Andrea di Conza mentre da capogiro sono i numeri registrati nel web: nel solo mese di agosto, 116.000 visitatori sul sito ufficiale, poco meno di 150.000 visualizzazioni dei video nella pagina facebook e oltre 265.000 interazioni per una copertura complessiva che supera la quota dei 370.000.

Le poesie di 
Majakovskij e le letture sonorizzate di Massimo Zamboni hanno aperto lo Sponz Fest 2017 e preparato gli animi al primo dei tre concerti all’alba, dove il magico duo Xylouris White ha fatto sorgere il sole al suono di batteria e liuto. Ma le altre serate non sono certo state da meno: la magia della musica antica di Federico Maria Sardelli, il concerto all’alba del “figlio del vento” Fabio Mina, la travolgente Notte del tamburo con lo sciamano Antonio Infantino. E poi, la serata resistente con la chitarra rovente di Marc Ribot e il sax rivoltoso di Daniele Sepe, a cui è seguita l’irrefrenabile quadriglia del centenario della country star Tonuccio and his Pink Folk. Sabato sera è stata poi la volta della Gran Parata del ’17 con Vinicio CaposselaEmir Kusturica & The No Smoking Band e la fanfara russa dei Dobranotch, seguita dal concerto a sorpresa, a notte fonda, del violoncellista Mario Brunello e dal commovente omaggio a Jeff Buckley di Alessio Franchini al sorgere del sole. 
Infine, la domenica, si è compiuto il rovesciamento finale, con il raggiungimento del mondo infero con 
Marco Martinelli ed Ermanna Montanati del Teatro delle Albe e il sovvertimento della musica sacra medievale di Giovannangelo De Gennaroper la conclusiva Festa dei Folli. Pienissime di attività le giornate “sponzanti”: laboratori, proiezioni, le installazioni di SponzArti, la sezione dedicata all’arte contemporanea. E fra i grandi punti di forza di questa edizione, la grande novità della Libera Università per Ripetenti, le cui “lezioni” sono sempre state gremite di “allievi”: basti pensare alle piazze piene per Erri De Luca e Gianni Mura o agli sguardi incantati sulle proiezioni di Gian Luca Farinelli. Ma anche, in piena notte, le grotte di tufo nei vicoli di Calitri, teatro di vino e di vita, casa per performance spontanee e organizzate nel Grottoski Theatre, popolate da installazioni artistiche, concerti di russi e mariachi insieme e danze festanti che accolgono le luci del mattino. 
Perché “
Calitri è il meridione che s’illumina a festa. In cima a una collina, lontano dal Tirreno quanto dall’Adriatico, sta in disparte dalle grandi vie di passaggio. Riceve solo ospiti felici di raggiungerla” come ha scritto Erri De Luca. 
E nel penultimo giorno, mentre si avviava alla conclusione, già lo Sponz si proiettava nel futuro grazie alla convenzione firmata fra il comune di Calitri e l’Università della Basilicata nell’orizzone di Matera 2019. 

Sponz Fest è un festival reso possibile grazie all’enorme forza collettiva che lo alimenta: dagli abitanti stessi di Calitri alle decine di volontari che accorrono da ogni angolo d’Italia, d
agli operai ed artigiani che ne costruiscono l’ossatura agli artisti, ai professori, ai collaboratori, agli sponsor, ai comuni, agli amministratori, alle forze dell’ordine, ai vigili urbani e a chiunque si sia speso per la buona riuscita della manifestazione. 
Come una grande famiglia, il pubblico dello Sponz ogni anno si riunisce tra le terre dell’Alta Irpinia per un’esperienza unica e indimenticabile. Quest’anno, per sperimentare il rovesciamento del mondo, per ribaltare il corso degli eventi, del tempo e delle priorità.
E, come ogni edizione, anche quest’anno ne esce più “sponzato” e più rivoluzionato che mai. 
“Abbiamo dedicato questa edizione al mondo al rovescio
” – ha dichiarato 
Vinicio Capossela domenica 27 agosto subito dopo la Festa dei Folli – “e voglio citare le parole di Piero Camporesi per esprimere la convinzione che ‘nel mondo alla rovescia, al di là della satira e della caricatura, c’è pur sempre, nelle sue raffigurazioni, la protesta dell’uomo che vorrebbe vivere in mezzo a una comunità migliore, la quale non è tale perché il servo è diventato padrone, il cacciatore cacciato e il cavalcatore cavalcato. Ma perché essa può riabbracciare in una fattiva armonia gli uomini tutti, i servi e i padroni, gli animali e le cose”.

C.S.

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