Stefania Visconti: “La recitazione richiede grande lavoro su se stessi”

Ha classe e raffinatezza da vendere Stefania Visconti. Attrice teatrale e cinematografica di spessore svolge anche la professione di modella glamour. L’abbiamo di recente ammirata nel videoclip della canzone “Pierre” dei Pooh…

Stefania, cosa ti ha fatto capire al tempo dopo il diploma che la tua strada non era quella per cui avevi studiato, ma il mondo dello spettacolo?

La scelta della scuola superiore (Istituto di Ragioneria, ndr) non mi ha mai appassionata fino in fondo però l’ho frequentata e conclusa con impegno e dedizione, ottenendo anche ottimi risultati. Raggiunto il diploma ho deciso di seguire il mio futuro solo con il cuore. La scelta è ricaduta quindi nell’iscrizione all’Università La Sapienza di Roma nella Facoltà di Lettere Moderne specializzandomi in discipline dello spettacolo. Il nuovo percorso di studi ha coinciso con l’inizio dell’avventura teatrale e con qualche piccola esperienza televisiva che mi avevano sempre incuriosita.

Quanto credi che venga effettivamente idealizzato questo lavoro, in particolar modo dai principianti?

Molti sono attratti solo dalle luci della ribalta dalle quali però vengono abbagliati erroneamente, non rendendosi conto che lavorare nello spettacolo costa sacrificio, impegno e tanto sudore. La recitazione richiede grande lavoro su se stessi e sulle proprie capacità. La notorietà sognata e, a volte raggiunta, non è sempre sinonimo di bravura, professionalità e consacrazione artistica definitiva.

Come mai, secondo te, ce ne sono tantissimi che lasciano perdere, specie se non “sfondano” subito?

Nel campo della recitazione i risultati arrivano a lungo termine e pensare di bruciare le tappe non è la strada giusta. Molti lasciano questo campo perché si illudono di raggiungere gli obiettivi in breve tempo e con facilità. Non è così, questo è un lavoro che richiede pazienza, costanza, tantissimo studio e fatica. I primi traguardi non devono trarre in inganno perché si può anche arrivare al successo con rapidità ma la sfida è il riuscire a riconfermarsi nel tempo.

Un attore o attrice pensi che col tempo possa migliorarsi, oppure (essere bravi in questo lavoro) è un qualcosa che bisogna avere già dentro di se?

Fondamentale è avere un ottimo bagaglio naturale di talento ma al tempo stesso anche una buona dose di fortuna che non guasta mai. Lo studio può sicuramente migliorare le prestazioni e le interpretazioni di un attore. Quando si ha la possibilità di tramutare la passione della recitazione in lavoro e quindi essere impegnati costantemente su questo i miglioramenti possono essere possibili, a meno che non si è proprio negati.

Ho notato nel tuo curriculum una partecipazione a “Sarabanda” nell’ormai lontano 2003, quanto sei amante della musica?

Amo la musica in ogni sua forma. Mi piace ascoltare generi molto diversi tra loro anche se ovviamente ho alcune preferenze specifiche.


Ph Cesare Colognesi

Genere o cantante in particolare?

Appassionata di alternative rock e nello specifico sono da sempre una grande fan di Billy Corgan frontman degli Smashing Pumpkins. Lo reputo un grande artista ed ho usato spesso il suo libro “Pugni e battiti di ciglia” per fare dei reading di poesie in alcuni spettacoli. Adoro anche le sperimentazioni musicali e vocali e in questo campo la regina indiscussa è da sempre Bjork.

Uno che proprio prediligi più di tutti?

In Italia reputo Antonella Ruggiero una delle più grandi cantanti e interpreti di sempre nel panorama musicale. Ovviamente sono legata fortemente anche alla musica dei Pooh per i quali ho prestato il volto al videoclip del brano musicale “Pierre” scritto da Valerio Negrini e Roby Facchinetti. Esperienza unica e fortemente emozionante.

Per curiosità Stefania, secondo te, quando può essere un punto in cui chi ha scelto questa strada capisce o deve capire che non è la sua e debba voltare pagina?

Si deve voltare pagina quando i risultati non arrivano o sono deludenti. Purtroppo questo è un lavoro nel quale sono sempre altri a scegliere per noi e per quanto ci si possa impegnare dipenderà sempre da loro il nostro successo o insuccesso. Non bisogna scoraggiarsi delle tante porte in faccia ricevute ma se nessuna di queste si aprirà ad un certo punto bisognerà avere il coraggio di cambiare strada.

Da quali indizi si può capire?

Considerato che esiste anche chi si “disamora” da solo dell’ambiente e decide di ritirarsi di sua iniziativa.
Io spesso ho pensato di lasciare tutto perché alcuni meccanismi non mi sono mai piaciuti di questo lavoro. Purtroppo come in molti settori le scelte sono a volte pilotate oppure non c’è un adeguato lavoro professionale a monte.

C’è qualche progetto imminente per ora?

Fortunatamente sono molto impegnata in questo periodo su vari set cinematografici e non solo.
C’è un mio progetto al quale tengo tantissimo che vedrà la luce a settembre. Si tratta di un lavoro che affronterà il tema della transfobia.

 

 

 

 

Laura Gorini

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