L’esperta di social e di marketing Annalisa Vicari: “Purtroppo in Italia non esiste una buona cultura digitale”

Annalisa presentati alle nostre lettrici e ai nostri lettori…

Ciao a tutti! Sono nata il 25 febbraio 1981. Dopo aver conseguito il diploma come ragioniere e tecnico di programmazione informatica, ho iniziato e terminato con laurea il corso di Marketing, comunicazione aziendale e mercati globali, in università Milano-Bicocca, a dicembre 2006. In università ho capito che la creatività del marketing mi apparteneva, tanto quanto la comunicazione che mi piaceva moltissimo.
Il mio primo lavoro è stato come assistente al marketing operativo in una società di telecomunicazioni. Al termine del contratto, in concomitanza con la crisi economica, hanno deciso di tagliare personale e non mi hanno rinnovato il contratto, ma ho avuto modo di sperimentarmi e imparare molte cose. Ho realizzato la brochure aziendale in lingua inglese, tenuto corsi formativi e conoscitivi in azienda e perfezionato il mio inglese, dapprima scolastico.
Dopo questa esperienza mi si è aperto il mondo del telelavoro. Ho fatto la redattrice, come giornalista pubblicista per il sito Tuttogratis, dove ho avuto modo di imparare a redigere testi ad hoc per il web: SEO, SERP, importanza di titolo e Key Word. Successivamente ho svolto la stessa attività per wikio expert e Banzai e ho costruito il mio primo blog: http://saperecondiviso.over-blog.it/. Nello stesso periodo è sbarcato Facebook in Italia e mi ci sono subito iscritta, mi ha affascinata questo nuovo mondo, sono una persona curiosa e mi piace avere una cultura su tutto, per cui approfondisco ogni cosa che mi sovviene e in questo google mi aiuta parecchio. Terminata l’esperienza con wikio, ho iniziato una collaborazione per la realizzazione della mia prima pagina facebook. La mia esperienza come social media è iniziata così. Ad oggi ho annoverato numerose esperieze come social media manager freelance, con clienti di diversi settori: gioiellerie, piccole attività come ristoranti, bar, negozi, studi di registrazione, attori, autori, scrittori. Tutte persone che necessitavano di avere una visibilità on line per cui dopo aver redatto una strategia di marketing e un business plan includendo facebook, instagram e twitter a seconda delle necessità, sono divenuti clienti. La gratificazione maggiore per questo lavoro che mi appassiona sono i risultati sui social e la felicità dei clienti.

Complimenti per la presentazione!

Diciamo che mi sono dilungata un pochino nel presentarmi e che se dovessi farlo in maniera più stringata lo farei così: sono una giovane donna italiana nata, cresciuta e attualmente residente a Milano, la metropoli della moda e della finanza. Mi ritengo molto curiosa, aperta a conoscere il maggior numero di cose possibili, una sorta di “sete” di conoscenza insaziabile, che alimento quotidianamente. Sono empatica e amo i rapporti interpersonali, conoscere persone nuove per confrontarmi e consolidare le amicizie. Siamo tutti molto diversi gli uni dagli altri e ho una
predisposizione naturale ad ascoltare, immedesimarmi e tendere la mano. Sono molto solare, corretta, una donna per cui conta la “sostanza” più dell’”apparenza”, ma ciò non toglie che abbia il “vizio” di seguire il trend del momento anche nell’outfit, nel make up, un po’ come tutte le donne.

Sei una tipa molto “social”, non temi di correre il rischio di confondere la realtà con la finzione?

Questa tua definizione mi ha strappato più di un sorriso. Diciamo che essendo una social media manager freelance, mi devo aggiornare quotidianamente e quindi sì, sono una “tipa social”, ma non sono una “millenial” quindi tengo ancora molto stretti i rapporti umani concreti, utilizzo ancora lo smartphone per chiamare gli amici e vederli e preferisco conoscere le persone dal “vivo”, ciò non toglie che abbia conosciuto molte belle persone sui social media. Sui termini realtà e finzione bisognerebbe aprire un ampio dibattito. Dove termina la realtà? Non parlerei di “finzione” riferendomi ai social, ma di una realtà virtuale che ben si sposa con la realtà oggettiva, se utilizzati in modo corretto, moderato e con il giusto spirito.​

Credi che i giovani di oggi vivano troppo sui Internet?

Che i giovani vivano di Internet e social non è più un segreto. Il reale problema che ho spesso riscontrato nei “Millenials” è l’abuso del tempo trascorso on line. Purtroppo in Italia non esiste una buona cultura digitale. Questo problema parte però dai genitori dei ragazzi e dalla scuola che non ha ancora introdotto la cultura digitale come materia di studio. In Italia Internet è approdato 31 anni fa, quindi i ragazzi sono praticamente nati con internet in tasca e non possono capire come utilizzarlo per accrescersi e migliorarsi, piuttosto che affossarsi, rischiando di perdere tutte quelle esperienze di vita vissuta che abbiamo fatto noi di persona, senza essere “leoni da tastiera”, insomma mettendoci la faccia e assumendoci le responsabilità delle nostre azioni.

Qual è l’ approccio giusto per far buon uso di Facebook e compagnia bella?

Anche questa è una bellissima domanda e mi auguro che la mia risposta possa essere utile ai lettori.
Facebook, Instagram, Twitter, ecc sono degli ottimi strumenti per il “cazzeggio”, per condividere pensieri, riflessioni, immagini e conoscere persone che la pensano come noi oppure esattamente l’opposto. Il miglior modo di usare i social è essere sempre sé stessi, utilizzarli per mantenere rapporti con persone distanti, conoscerne di nuove e chattare con gli amici nei tempi di relax. E’ fondamentale che i social non diventino il punto di riferimento della propria vita e che si mantengano i valori che ci sono stati insegnati. Un consiglio per tutti è quello di essere consapevoli che ogni pubblicazione sui social è una pubblicazione incancellabile nel web, in concreto non
possiamo vantare alcun diritto di proprietà sui contenuti che decidiamo di condividere e non si tratta
di violazione da parte dei social, ma di consapevolezza da parte degli utenti.

Ma, lavorativamente parlando, funzionano?

Assolutamente sì! I social network sono il “nuovo” mezzo di comunicazione per far conoscere sé stessi, il proprio brand, la propria azienda. La “vecchia” pubblicità che si basava su spot, affissioni, brochure, volantini e tutto ciò che è cartaceo aveva ed ha un costo esagerato per le piccole medie imprese e per i liberi professionisti ed oggi si può affermare che una buona campagna social realizzata ad hoc per il cliente da un bravo professionista ha costi nettamente più bassi e consente di raggiungere un pubblico molto più ampio e coinvolgere il cliente. Ovviamente il prodotto o il servizio offerto devono essere validi e di qualità e il social media manager un professionista esperto
e costantemente aggiornato. Se posso permettermi anche in questo caso di dare un consiglio ai lettori interessati a questo tipo di attività, diffidate dagli “smanettoni” che offrono pacchetti di servizi numerosi e a basso costo e soprattutto dai vari “cugini”, “zii”, “amici di amici” che non sono professionisti perché in questo caso spenderete invano il vostro denaro, gli “investimenti” passano solo attraverso i professionisti.

 

 

Laura Gorini

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