Danilo Arena’s: “Ciò che arde più di ogni cosa dentro il mio cuore è la partecipazione ai David Di Donatello”

L’attore italiano Danilo Arena’s, apprezzato anche come ballerino e scenografo, illustra le sue ultime esperienze personali e professionali.

Danilo, a cosa e dove hai lavorato come attore negli ultimi mesi?

In questi ultimi mesi ho avuto l’onore e il piacere di essere diretto da Matteo Mondello e di recitare con Elena Sofia Ricci e Lino Guanciale in “Che Dio ci aiuti 4”.
A teatro nella mia città, Catania, ho preso parte ad un’opera di grande importanza “Don Chisciotte e Sancho Panza” nel ruolo del siculo spagnolo Don Caliciunes, con la regia di Giovanni Maugeri.
Senza dubbio la soddisfazione più grande è stata quella di esser stato scelto, dal regista e grande promessa del cinema nonché mio grande amico Stefano Canavese, nel cast del film indipendente “ENATREB” nel quale ho avuto la possibilità di raggiungere l’estremità; infatti il film è stato girato tra Torino ed Oulx ai confini francesi. Una scena che amo particolarmente è quella dove mi immergo completamente nudo in un lago gelido a meno quindici gradi
.

Nella tua città, a tuo parere, ci sono buoni sbocchi professionali per questo mestiere oppure sono meglio le grandi metropoli da questo punto di vista?

In ogni parte del mondo ci sono ottimi attori e registi, si tratta sono di un “intreccio di destini”. Amo la mia terra, davvero la adoro; mi dà forza, rabbia, passione, amore, tristezza, odio e allegria: un mix di emozioni folgoranti. Trovo in “lei” tutte le componenti essenziali dell’arte.
Non importa dove si nasce o si vive, se è destino “farai ciò per cui sei nato”, io personalmente ho un vulcano dentro, il mio sangue è come lava, la stessa della mia “Etna”.
Sarà lì che andrò a vivere non appena potrò, ai piedi dell’Etna e anche se dovrò partire spesso per lavoro. Lo farò con la forza della mia terra, della mia arte e della mia famiglia che mi aspetteranno, sono certo, dopo l’ultimo take di ogni film e così sarà per sempre pellicola dopo pellicola.

Il tuo più grande progetto è un film, ci anticipi qualcosa sulla trama?

Ciò che arde più di ogni cosa dentro il mio cuore è la partecipazione ai David Di Donatello.
Questo film nasce dalla speranza di un cambiamento, di un cambiamento della visione delle cose e della vita stessa. Un’ambientazione che scrivo e porto avanti ormai da molti anni, e che sembra arrivato il momento di iniziare a realizzare, un film che prende il nome di “ELDARIA- Il Folletto Delle Montagne Infinite”.
Una commedia fantasy girata tutta nella mia splendida Sicilia in luoghi incantevoli che forse neppure i siciliani sanno esistere, un sogno che giuro sulla mia arte riuscirò a realizzare.
Un grazie infinito a Roberta Nardi e Natale pulito che con la loro professionalità ed umiltà stanno facendo tanto per me, un grazie a tutte le persone che mi stanno sostenendo per questo progetto.
Un grazie ai miei direttori di produzione Marcello Selvaggi e Cristian Brullo, ad un grande cinematografo che curerà la fotografia del film Filippo Arlotta, ma soprattutto a Valentina Spampinato direttrice del “Cams Studio’s” e fondatrice del Metodo Pass che oltre ad avermi dato una grande opportunità concedendomi una borsa di studio sta credendo in me ed in questo grande sogno. Infine il grazie più grande va alla mia famiglia, ai miei fratelli, a mia madre e mio padre. Vi amo
.

 

 

Laura Gorini

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