Gordon: “Il mio libro lancia un chiaro messaggio”

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Yuri o Gordon? L’interrogativo quando ce l’hai davanti è inevitabile. È una persona come tutte le altre, semplice nei suoi modi di fare e umile. Li vale tutti quei centinaia di migliaia di seguaci, se non quasi oltre il milione, divisi tra Facebook e YouTube. E’ proprio lui. Gordon. Ha fatto della simpatia e dell’imitazione i suoi cavalli di battaglia, creandosi con tanto impegno e costanza un successo che gli ha dato tanto risalto.
La redazione di LU Magazine lo ha incontrato: tanti i quesiti per l’icona dei social nativa di Milano, tra cui l’uscita del suo nuovo libro “Il sogno che non avevo” e alcune curiosità. Una battuta, intanto, già anticipata, preludia l’inizio dell’intervista e accompagna una piacevole chiacchierata.

Come preferisci che ti chiamo, Yuri o Gordon?
“Chiamami semplicemente Gordon”

“Il sogno che non avevo” è il tuo primo libro, da dove nasce questa idea?
“Quando il web ormai ti inizia ad elevare come un personaggio è chiaro che tutti vogliono farti scrivere un libro sulla tua storia e di come ci sei arrivato. Io più che scrivere come ho fatto a fare un milione di follower, ho voluto raccontare la mia storia ai ragazzi. Una cosa diversa e che lanciasse un chiaro messaggio…”

Quale?
“I giovani tante volte ostentano a rincorrere i propri sogni, etichettandoli sin da subito come impossibili. Non è vero! Attraverso la mia storia voglio dare una speranza a tutti. Se ci credi davvero si realizzano”.

Un messaggio più che chiaro, quindi…
“Si, anche perché non nascondo che tante persone mi scrivono e confessano i propri timori e paure. Attraverso il mio libro voglio spronarli a dare sempre il meglio, a non arrendersi mai, anche quando c’è una situazione disperata. Bisogna perseverare nel raggiungere i propri obiettivi”.

Hai lanciato un messaggio, ma hai ricevuto delle risposte?
“Mi hanno scritto sia ragazzi che ragazze, tanti si sono rivisti nella mia storia. Gli ho dato coraggio e sono molto contento che il mio pubblico stia rispondendo molto bene, ma anche che il mio libro è visto come un manuale per inseguire i propri sogni e non di come Gordon è diventato famoso”.

Il 2016 è stato l’anno di tanti tormentoni, tra cui il tuo famoso “Si sboccia poveri”. Come è nato?
“La frase è stata messa per puro caso in un video in cui raccontavo le ragazze quando vanno a fare festa. Da lì, poi, hanno iniziato a scrivermelo in tanti e ci ho voluto un po’ calcare la mano. L’ho riproposto nel video in cui le ragazze si organizzano su WhatsApp, abbinandoci anche il nome che solitamente uso per chiamare in maniera simpatica le mie fan: le asciugapozzanghere. È nato tutto da lì, da questa unione di termini e dalla canzone, diventata un inno, scritta insieme alle mie fan. Sono contento che i social abbiano risposto bene a questo progetto”.

Curiosità: come crei i tuoi video? Quali sono le idee e come scegli alla fine quella più giusta?
“Bisogna concentrarsi molto su cosa si vuole dire in un video. Io quando ho un’idea, che solitamente mi vengono guardando le persone in giro, comincio a scrivermi tutto e ideo un video. Adesso ci sono i saldi o gli esami, quindi bisogna anche scegliere bene la tematica e soprattutto la tematica. Successivamente chiedo ai miei seguaci che cosa fanno in quel determinato ambito e cerco di immaginarmi la stessa scena, provo ad interpretarla e faccio il video”.

Sulla tua pagina facebook ti definisci un milanese tuttofare, ma anche imbruttito?
“Si, si (ride ndr.), io sono il milanese imbruttito, amo profondamente la mia città e ho tutte le caratteristiche: sono sempre di fretta, dico top, vado a fare l’aperitivo”.

Tante soddisfazioni nel 2016, ma c’è qualcosa che ancora non hai spuntato sulla tua lista?
“E’ stato l’anno più bello della mia vita. Volevo fare un sacco di cose, ma non tutto è stato possibile. Nessun problema però perché le ho solo rimandate. Volevo fare una sitcom sulle ragazze e argomenti che ancora non ha trattato nessuno”.

Ad esempio?
“La sessualità delle coppie o la differenza tra una ragazza di venti e trenta anni. Non ti nascondo che sono video difficili da fare e richiedono tanta preparazione. Ho notato però una cosa…”.

Dica…
“Il mio pubblico è molto grande, vado dalle universitarie in su. È difficile da prendere, non posso fare un video troppo adolescenziale. Adesso amano il mio stile di imitare una ragazza della loro età che fa determinate cose, il passaggio successivo sarà proprio entrare nello specifico nella vita di una donna, nei minimi particolari. Nel 2016 non ho avuto tempo di farlo per via del tour che ho fatto. Adesso voglio fare un piccolo salto di qualità e fare qualcosa di costruttivo”.

Cosa dobbiamo aspettarci da Gordon nel 2017?
“Sicuramente un altro singolo, visto che il primo ha avuto successo. Anticipo che il secondo uscirà verso febbraio o marzo, mentre ne ho in programma un terzo prima dell’estate. In più, sto studiando una mini sitcom con quattro ragazze che seguiranno una storia, ovviamente sarò io con quattro parrucche diverse. La prima in Italia, direi”. 

 

 

Christian Schipani

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