Arturo Sepe, un sognatore con un piede in una favola

10268615_10203749852412785_9207139844451991303_n[1]Sei al cinema con “Vacanz…ieri, oggi e domani”film scritto e diretto da Lucio Ciotola e Fabio Massa. Il ruolo da te interpretato all’interno della commedia…

Nel Film interpreto un lavoratore manuale impiegato nel settore dell’igiene e della trasparenza che esercita compiti diversi in orari alternativi a quelli della vita diurna per poter svolgere il lavoro in modo più efficiente. In poche parole: un operatore ecologico che ha tutti i pregi, i difetti e le speranze, di un italiano medio che difende a testa alta la sua categoria, ammonendo i cittadini molto spesso distratti e poco propensi alla raccolta differenziata. Come tutti  i Napoletani DOC, spera che il Napoli vinca lo scudetto,che arrivino presto le vacanze e soprattutto, in un momento di crisi economica, di poter portare la famiglia al mare. Intanto, tra una raccolta differenziata e l’altra, non perde tempo a sottrarsi al lavoro bighellonando e scherzando,ragion per cui è spesso ripreso dal suo superiore (Patrizio Rispo) che lo mette subito in riga.

Quali sono le componenti che assicurano il trionfo di una produzione?

Sicuramente un giusto cast con bravi interpreti, collocati bene nei singoli ruoli e soprattutto una giusta coordinazione del tutto (dal singolo attore, al truccatore fino ad arrivare alla produzione), come se fosse un’unica famiglia. In gergo calcistito si direbbe fare bene “spogliatoio” per vincere la partita, cosa che, a mio avviso hanno fatto benissimo i mister Fabio Massa e Lucio Ciotola. Se poi hai come fiore all’occhiello il maestro Carlo Croccolo, la partita è tutta in discesa.

Quando hai compreso di voler diventare un attore?

Beh! Già dai primi anni di vita… Ho pronunciato cosi bene la parola “mamma” che mia madre ha pianto dalla gioia e mio padre ha pianto al pensiero di dover sfamare un’altra bocca e se è vero che un attore deve far emozionare fu proprio allora che ho capito quale fosse la mia strada! Ovviamente scherzo. Penso di averlo compreso un pò come tutti gli attori: si inizia con le prime rappresentazioni amatoriali, poi, pian piano, si prende coscienza di ciò che realmente si vuole fare. Nel mio caso ho studiato e studio ancora tantissimo recitazione perché mi piace imparare sempre di più ed avere nuovi stimoli. Ho iniziato il mio iter formativo a Roma alla Scuola Internazionale di Teatro e dopo tre anni e, dopo tante rappresentazioni nella Capitale, sono stato avvicinato da alcuni Casting Directors che mi hanno proposto di fare cinema. Da lì le prime esperienze cinematografiche in alcune fiction: “Un Medico in Famiglia”, “Elisa di Rivombrosa”, “Amori e Passioni”. Successivamente sono passato agli studi cinematografici alla Scuola di Cinema di Roma e contemporaneamente ho avuto la fortuna di partecipare a Film e Serie Tv. Tra le ultime: “Io Non Dimentico”, “Distretto di Polizia”, “Capri 3” e “Squadra Antimafia 5”.

Il tuo curriculum è ricco di esperienze importanti. Tra teatro, fiction e cinema, cosa preferisci?

Il cinema e il teatro sono discipline singole e hanno modi e tempi di recitazione molto diversi, talvolta addirittura opposti. Entrambi, però, regalano tantissima emozione.
Al cinema si aggiunge la componente “notorietà”.Una volta si diceva che per fare l’attore cinematografico bisognava essere un bravo attore di teatro,oggi invece sembra che per fare l’attore di teatro devi avere una bella “faccia da Cinema” o meglio devi essere “noto” cosi i Teatri si riempiono e il successo dello spettacolo è assicurato. Il tutto, a mio avviso, a discapito della cultura teatrale e della qualità  dello spettacolo. Ma fortunatamente non tutti la pensano cosi.
Il teatro è l’ossatura portante della mia vita. L’emozione che si prova in scena è come quella per un padre di avere un figlio: non si può spiegare,bisogna provarla. La gratificazione del pubblico, poi, è la paga di tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare fino a lì. A me piace pensare  che il cinema sia da considerarsi l’amante fugace e passionale mentre il teatro è la donna che ti ama,che ti cura e che non ti abbandona mai.

Da un anno a questa parte sei in scena con Maurizio Casagrande. Quanto ti ha arricchito questa esperienza?

Mi ha arricchito tantissimo.Maurizio Casagrande,per me è un amico,un maestro di palcoscenico e talvolta anche di vita. Sono cresciuto guardando e riproponendo i suoi spettacoli, prendendo spesso la sua recitazione come punto di riferimento. Quindi, entrare a far parte dello spettacoloAnche l’occhio vuole la sua parte” e recitare al suo fianco per me è stato, ed è, un traguardo importantissimo.

Cosa ne pensi del cinema italiano?

Il cinema italiano si è sempre contraddistinto: abbiamo avuto attori, sceneggiatori e registi, desiderati da tutto il mondo: da Alberto Sordi ad Ugo Tognazzi, da Monica Vitti a Claudia Cardinale, da Vittorio Gassmann a Nino Manfredi e Mastroianni, senza dimenticare Sofia Loren, Totò, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Maestri della parodia e  altrettanti registi che hanno reso ineguagliabile il nostro cinema: Mario Monicelli capostipite è tra i massimi esponenti con Ettore Scola, Pietro Germi, Luigi Comencini e Dino Risi.
Il cinema in Italia, però, va a finire  quando si pensa che a lavorare per lo più nella nostra penisola è sempre la solita “casta di attori”. Meritocrazia? Che gran bella parola, peccato appartenga alle fiabe.

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Cosa spinge i registi a contattarti e a volerti nelle loro opere?

Questo bisognerebbe chiederlo a loro, dalla mia cerco sempre di essere plastilina nelle loro mani.

Come ti definisci?

Un sognatore con un piede in una favola.

Ti piacerebbe lavorare con…

Sarei molto entusiasta di essere diretto da Giuseppe Tornatore. Sono rapito dalle sue pellicole. Ha fatto della “settima arte” la ragion di vita e riesce con grande maestria ad irrompere nelle vite dei suoi  personaggi fondendoli con i colori del paese in cui si muovono. Vorrei essere plastilina nelle sue mani.

Un  film che avresti voluto realizzare…

Senza dubbio avrei voluto far parte del Cast di “Nuovo Cinema Paradiso” di Tornatore.

Sei alle prese con un nuovo spettacolo che ti vede impegnato come regista. Cosa sveli a riguardo?

Sto ultimando le prove di “Pierino e Il Lupo di SergejProkef’ev”, che mi vedrà impegnato in tutta Italia la prossima stagione teatrale. Si tratta di un brillante Spettacolo di Musica e Commedia dell’arte.
A sposare questo mio progetto sarà L’Intrat Ensemble del maestro Carmine Ianniciello, i cui musicisti vantano collaborazioni con L’Orchestra Sinfonica di Roma, L’Orchestra Verdi di Milano, L’Orchestra del Teatro San Carlo e L’Orchestra Scarlatti di Napoli.

E’ più semplice essere davanti o dietro la macchina da presa?

Sono due ruoli apparentemente distinti tra loro ma, in realtà, molto uniti e direttamente proporzionali l’uno all’altro. Il regista parla con gli occhi dell’attore e l’attore recita con l’animo del regista. Se si entra in simbiosi sono entrambe facili e produttivi.

Cosa consigli a chi intende intraprendere il tuo stesso percorso professionale?

Sicuramente di anteporre a tutto (o quasi) la passione per questo lavoro e poi pensare sempre che non si è arrivati mai, avere sempre sete di sapere e porsi sempre a favore di nuovi stimoli e nuove frontiere.

Un sogno nel cassetto…

Far conoscere al mondo intero la vera “anima” di noi Italiani: l’animo gentile, generoso e laborioso,  molto spesso infangato da una veste criminale che non ci appartiene.
Vorrei svegliarmi un giorno e trovare un sipario appena aperto dove a salutare il pubblico siano tutti i criminali e gli assassini che hanno recitato bene la loro parte e che, a sipario chiuso e a luci spente, ritornano dalle proprie famiglie e ai propri mestieri facendo decollare il nostro paese. Ma penso che questo sia un sogno troppo grande per entrare in un cassetto!

Il tuo motto

Vivere con un piede in una fiaba restando sempre ben saldo alla realtà!

Progetti futuri?

Tra breve sarò impegnato in una nuova fiction in programmazione per le reti Mediaset ma preferisco parlane in corso d’opera; noi attori siamo un pò scaramantici.

Buona fortuna!

Grazie! Un saluto ai lettori di LU Magazine.

 

Nunzia Napolitano

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