Gianluca Grignani: “Natura Umana” un album nato per la necessità di comunicare

GianlucaGrignaniCantautore straordinario, chitarrista e produttore, amato in Italia e all’estero.
La sua carriera, in bilico tra rock e pop e una costante sperimentazione di molteplici forme di espressione, inizia nel 1994 emozionando la vasta platea di Sanremo Giovani con “La mia storia tra le dita”.
Nel corso del suo percorso artistico, Grignani ha dimostrato un talento naturale nel saper narrare i sentimenti e nel tradurre le emozioni in musica.
Il successo del rocker è in costante crescita! Dopo aver inaugurato il Jocher Channel, il nuovo progetto interattivo di Gianluca Grignani nato in occasione del Natale 2012, e reduce dal trionfo dello show “Enjoy Natura Umana Club Tour”, ispirato al suo ultimo album “Natura Umana”, l’artista si racconta in questa intervista…

Gianluca, come nasce “Natura Umana”?

Grignani_Natura UmanaE’ un album nato in sei mesi per la necessità e il bisogno di comunicare. E’ quasi come un bimbo inaspettato, come il mio quarto figlio nato a luglio. All’ uscita primo singolo “Un ciao dentro un addio”, il disco era ancora in fase di mixaggio. E’ un cd che esalta la natura umana e noi esseri umani dovremmo essere superiori a determinate cose: dovremmo eliminare alcuni problemi che ci caratterizzano e che ci rendono fragili, dalla guerra fino al fatto che prima pensiamo ai soldi e poi a tutto il resto. Nel terzo singolo “Sguardi” alcune frasi del testo sono cantate da un coro di voci bianche. Il brano dice: “Siamo come una moneta lanciata su questo pianeta”. Siamo diventati dei soldi e chi meglio dei bambini lo può dire; anzi, vorrebbe non dirlo, dovrebbe non dirlo! “Natura umana” è un album che cerca di stare dalla parte della gente e mi auguro ci riesca.

Uno dei tuoi talenti è il saper raccontare i sentimenti come pochi sanno fare e in questo disco lo fai in maniera più aggressiva rispetto al precedente “Romantico rock show”…

Si. Questo è un disco a ritmo di un rock più graffiante, aggressivo, ma legato alle radici italiane.

Grande successo per “Enjoy Natura Umana Club Tour” partito il 16 marzo scorso dalla Casa della Musica di Napoli. Quali sono le emozioni che avverti quando calchi un palco?

Sono tante. Inizialmente un pochino di nervosismo c’è ma allo stesso tempo c’è la voglia di fare un bel concerto, la voglia di sentire l’abbraccio del pubblico.

Come hai strutturato il tuo “live”?

Portando dal vivo i nastri come una volta, sulle tastiere stile anni ‘80. Il suono ha un aspetto profondo e liquido, distorto, frutto di una lunga ricerca sonora. Accanto ai nuovi brani e ai successi principali, ho coinvolto nella scelta i fan invitati a scrivere sulla bacheca di facebook. In alcuni casi le canzoni sono riproposte in una veste nuova, con l’aggiunta di basi ritmiche “postmoderne” e una ricchezza sonora studiata per l’ambiente dei club.

Sei stato ospite a Sanremo 2012 voluto da un grande artista: Lucio Dalla, al quale eri particolarmente affezionato e a cui hai reso omaggio durante il tour. Che ricordo hai di lui?

Considero Lucio “il maestro”, una persona splendida! Ho imparato tanto da lui. Ricordo con piacere le chiacchierate, i consigli, le risate.

La tua carriera inizia nel 1994, 18 anni fa. Quanto sei cambiato, nel corso di questo tempo, come artista e come uomo…

Come uomo poco , nel senso che credo di crescere. Come artista sono in evoluzione. Ci sono dei colleghi molto più illustri di me che mi stimano e che mi fanno complimenti inaspettati. Chitarristi, cantautori, mi dicono: sai, tu cresci sempre e questa cosa mi rende molto felice. Ed in fondo è quello che voglio! Desidero continuare a fare della bella musica, sempre rincorrendo me stesso, non rimanendo fedele a me stesso ma molto infedele… che fa parte molto di più della mia natura!

Cosa ti ha spinto a mettere a nudo la tua personalità, raccontando aneddoti molto intimi, nel libro “La mia storia tra le dita”, stesso titolo del magnifico brano che ti ha reso famoso?

Con il libro ho voluto spiegare e chiarire tante cose sbagliate, distorte, che sono state dette sul mio conto. A volte mi dipingono come il “dannato” ma in realtà sono una persona che ha una vita normale, una famiglia straordinaria e una passione vitale: la musica. A volte sono un po’ impulsivo e diretto ma, spesso, il mio atteggiamento è stato frainteso e questo libro mi ha dato l’occasione di parlare in prima persona; di esporre a tutti come sono realmente. Ho voluto raccontare l’orribile esperienza vissuta all’età di 10 anni, quando ho subito una tentata violenza sessuale, per esortare gli altri a parlare delle cose orribili che possono accadere perché è importante denunciare chi fa del male, soprattutto se le vittime sono esseri indifesi come i bambini.

Sei conosciuto come artista ma, in famiglia, che tipo di padre sei?

Sono un padre affettuoso. Gioco molto con i bambini e sono attento a determinati dettagli che, a volte, possono sfuggire anche alla madre.

 Vasco Rossi ti considera il suo erede. Cosa ti accomuna a lui?

L’incoscienza.

Il 7 aprile scorso hai festeggiato il tuo 40° compleanno. Auguri per questo felice traguardo e per la vita che verrà!

Grazie! Un saluto ai lettori di Lu Magazine da Gianluca Grignani.

Nunzia Napolitano

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