La migliore offerta di Giuseppe Tornatore

Si è da poco conclusa la stagione cinematografica natalizia che ha deliziato gli spettatori con la proiezione di film molto diversi tra loro in grado di accontentare qualsiasi gusto. Oltre all’attesissimo film “Colpi di fulmine” diretto da Neri Parenti con Christian De Sica, non possiamo non citare “Tutto tutto niente niente” di Giulio Manfredonia con uno strepitoso Antonio Albanese, “ I Soliti Idioti 2” con Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, e “lo Hobbit” di Peter Jackson tratto dal romanzo di John Ronald Reuel Tolkien sequel della trilogia del “Signore degli anelli”.

Archiviato il capitolo natalizio, il nuovo anno porta con sé una serie di titoli interessantissimi da non perdere.

 

La migliore offerta

la migliore offerta cinema Diretto da Giuseppe Tornatore, sullo sfondo di una Vienna mittel-europea, “La migliore offerta” narra la storia del sessantenne Virgil Oldman (interpretata da un intenso Geoffrey Rush), ricco antiquario e battitore d’aste professionista.

Immerso in una vita profondamente solitaria e circondata dall’arte, Virgil è completamente assorbito dall’arte e dalla sua passione per il collezionismo.

La sua vita, scandita da ritmi costanti e ripetitivi viene, però, sconvolta dalla richiesta di Claire, giovane erede di una famiglia benestante, la quale lo contatta per avere una valutazione di oggetti preziosi che arredano la villa di cui vuole liberarsi. Virgil viene man mano rapito da questa misteriosa committente, che evita di presentarsi a qualunque appuntamento, fino al punto di ritrovarsene innamorato.

Un amore profondo quello di Virgil che si nutre di voci, suoni e segreti svelati. Aggirandosi per le stanze e i sotterranei dell’antica villa viennese, il protagonista ritrova, pezzo dopo pezzo, i meccanismi di un automa meccanico di produzione molto antica (forse nato dalla mano di Jacques de Vaucanson).

Una trama serrata, rigida, in cui verità e finzione si intrecciano e segnano i tratti distintivi di una storia d’amore in grado di irrompere nella vita regolare di un uomo fino a travolgerne l’esistenza.

Scene vibranti, quasi claustrofobiche, ricche di tensione emotiva, supportate dalla bravura di attori con una vibrante capacità interpretativa.

di Antonella Iovino

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