Gigi D’Alessio brinda al 20° anno di carriera

Gigi D'AlessioVent’anni di carriera suonati, 17 gli album di inediti pubblicati dall’esordio ad oggi, oltre 12 milioni di dischi venduti, 6 tournée internazionali e ancora tanti successi da scrivere. Festeggia soddisfatto Gigi D’Alessio giunto con successo al 20° anno di carriera discografica. Era il 1992 quando, dopo aver conseguito il diploma di pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli ed aver intrapreso la carriera da direttore d’orchestra e compositore, pubblicò il suo primo 33giri dal titolo “Lasciatemi cantare”. Nel corso del tempo l’artista ha saputo costruirsi una carriera costellata di trionfi, regalando al suo pubblico sensazioni incredibili.

Gigi, il tuo album “Chiaro” , oltre a vantare collaborazioni prestigiose, è caratterizzato musicalmente da sonorità pop latine con sfumature soul e reggae. Segno di una crescita personale oltre che artistica?

Senza dubbio è un album che rappresenta una crescita. Oltre alla mia consueta band, è stato registrato con l’ausilio di grandi musicisti internazionali come: Michael Thompson alle chitarre (collaboratore tra gli altri di Joe Cocker, Madonna e Michael Bolton), Pino Palladino al basso(The Who, Paul McCartney, Eric Clapton), Steve Jordan alla batteria (John Mayer, Rolling Stones, James Taylor), la sezione fiati dei Tower of Power e gli archi della London Simphony Orchestra. Ed, infine, spicca la prestigiosa collaborazione con la cantante soul-pop Macy Gray nel duetto “Io sarò per te”.

Il titolo scelto per il nuovo disco indica un percorso senza ombre. Su cosa intendi far luce?

“Chiaro” è una parola adatta ad un album che racconta nuove emozioni ed esperienze vissute e trasformate in musica. La luce, in questo caso, mette in evidenza i sentimenti.

Vari sono i temi affrontati in questo lavoro e a te cari…

Oltre all’amore sono presenti anche altri episodi significativi: il brano “C’era una volta un re” è stato composto pensando a mio padre; “Lettera da Pietro” è una lettera a nome di mio fratello scomparso alla moglie Adriana. Ho impiegato molto tempo per tirare fuori le parole e la musica del brano dedicato a mio fratello Pietro ma alla fine, quando mi sono messo a tavolino, è stato tutto semplice: quel che volevo esprimere scorreva come un torrente. Inoltre, non manca un omaggio alle mie originicon due canzoni cantate in dialetto napoletano : “Te voglio bene ancora” e “Songh’è pensiere mie”.

Sei in costante escalation grazie all’affetto dei fan che, oltre ad acquistare gli album, accorrono in massa ai concerti in Italia e all’estero. Sei soddisfatto?

Molto. E’ una bello sapere di essere apprezzato nel mondo. I fan mi donano tantissimo e a volte mi chiedo chissà se riuscirò a ricambiare ciò che mi danno. Lo spettacolo che vedo dal palco è per me un privilegio. Vedere il pubblico cantare le mie canzoni è più bello che ammirare me.

Come giudichi la tua ventennale carriera?

Molto bella, vissuta. I ricordi che conservo negli anni passati son belli ma bisogna avere sempre nuovi stimoli per proseguire e qualche sogno da realizzare.

In un momento non facile per l’Italia, di cosa ha bisogno la gente?

Di amare e di essere amata.

Grazie e ancora tanti auguri!

Grazie di cuore. Buona vita a tutti da Gigi D’Alessio.

Nunzia Napolitano

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