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Tag: festival di Sanremo 2018

Si chiude il raffinato Festival di Claudio Baglioni

Al Teatro Ariston di Sanremo si chiude il sipario del 68esimo Festival della canzone italiana.
Ha vinto la canzone “Non mi avete fatto niente” cantata dal duo Ermal Meta e Fabrizio Moro che hanno preceduto il complesso de Lo Stato Sociale e Annalisa che si è classificata al terzo posto. Ma questi sono semplici dettagli che pur soddisfacendo la curiosità degli amanti del festival, non rendono a pieno la qualità di una kermesse musicale creata in funzione della qualità. Sì, proprio qualità di tutto; dai testi delle canzoni, alla musica, alle sceneggiature, alla splendida e attenta regia televisiva ma, soprattutto, alla certosina attenzione nell’essere minuziosamente precisi a ogni cosa si sia materializzata sul quel palco dell’’Ariston, che a detta di tutti produce tanta magia e grandi emozioni. E il grande merito va al Direttore Artistico (dittatore per scherzo) Claudio Baglioni.
La risposta a tutto questo è stata data dall’Italia televisiva che con il 58,3% di share, ha sentenziato l’eccezionale gradimento di questa edizione del festival targato Baglioni – Hunziker – Favino.
Canzoni, musica e tanto altro, in una kermesse elegante che ha fatto molta attenzione a non abbandonarsi alla quantità di tutto ciò che è stato programmato, ma con accuratezza di particolari ha cercato di dare una impronta di raffinatezza anche a quelle cose che apparentemente potrebbero sembrare trascurabili.
Una commistione perfetta tra antica cultura legata all’immagine di un festival National Popolare e la capacità di fornire un prodotto che, senza dimenticare il primario significato di una kermesse che si basa sulle canzoni, sulla musica e sui cantanti, ha saputo coinvolgere il pubblico attraverso lunghi momenti di divertimento artistico e riflessioni culturali. Su tutti, l’Italia del festival di Sanremo ha apprezzato la preparazione artistica e culturale di Pierfrancesco Favino. Non ce ne vogliano Baglioni e la Hunziker, dei quali abbiamo apprezzato ciò che ci aspettavamo da loro, se di Favino diciamo che è stato la vera rivelazione di questo festival. E’ vero, l’attore romano di origini pugliesi ha saputo meravigliare la gente che lo conosceva poco, ma anche coloro i quali di lui ne hanno apprezzato la qualità artistica fin dai primi anni della sua carriera.
Chiamato da Baglioni a fare da presentatore di canzoni assieme alla Hunziker, Pierfrancesco Favino ha deliziato con la sua simpatia, la mimica, l’intrattenimento e l’ospitalità che ha condiviso assieme a Baglioni verso i vari personaggi invitati sul palco dell’Ariston.
Nell’ultima serata del festival, ha poi raggiunto l’apice dei consensi durante un monologo che ha saputo emozionare il pubblico e anche lui stesso che ha manifestato le lacrime nei suoi occhi. Niente musica, il palco al buio e soltanto un fascio di luce che si pone su di lui, che seduto spalle alla platea comincia il suo monologo.
Il brano si intitola “La notte poco prima della foresta” del drammaturgo francese Bernard – Maria Koltès racconta la storia di un giovane straniero che si intrattiene con uno sconosciuto per raccontare il suo mondo. Una periferia senza lavoro, dove piove sempre e ci si sente estranei, esclusi da tutti. Ma questo monologo ha saputo incidere anche e soprattutto sui sentimenti, capaci di toccare le corde di quell’amore che emerge proprio dall’umano sfogo di un giovane straniero, il quale si confida a cuore aperto con uno sconosciuto. Ecco,ci sembra davvero che il monologo di Favino abbia sintetizzato il magistrale messaggio di quanto l’immaginazione di momenti di vita che creano emozioni, siano così vicini alla musica e ai testi delle canzoni, capaci di creare anch’esse emozioni per essere testimoni del tempo vissuto. E allora viva Sanremo e viva il suo festival, il quale ci fa vivere momenti intensi di emozioni che raccontano la vita.​

 

 

 

 

Salvino Cavallaro

Sanremo 2018: vince il duo Meta-Moro con il brano “Non mi avete fatto niente”

Ermal Meta e Fabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente” sono i vincitori della 68^ edizione del Festival di Sanremo. Sul podio, al secondo posto, Lo Stato sociale con “Una vita in vacanza” e, al terzo posto, Annalisa con “Il mondo prima di te”.
Meta e Moro, protagonisti del caso di questa edizione che ha tenuto banco durante i primi giorni della kermesse, assolti dai sospetti di autoplagio hanno trionfato con un brano che incita a non aver paura del terrorismo.
Nessun senso di rivalsa, solo tanta felicità” dicono i vincitori. Riguardo ai pronostici, Ermal Meta dichiara: “Non abbiamo mai pensato ai pronostici, se ci avessimo pensato saremmo entrati in ansia da prestazione“.
E’ un palco che fa paura” – aggiunge Fabrizio Moro – “ma quando vai su un palco pensi a fare quello che sai fare. Io ho cominciato a salire sul palco quando avevo sedici anni, ora ne ho quarantatrè“.
A seguire, nella classifica dei Big, Ron, Ornella Vanoni-Bungaro-Pacifico, Max Gazzè, Luca Barbarossa, Diodato e Roy Paci, The Kolors, Giovanni Caccamo, Le Vibrazioni, Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Renzo Rubino, Noemi, Red Canzian, Decibel, Nina Zilli, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Mario Biondi, Elio e Le Storie Tese.
Ron si è aggiudicato il premio della critica “Mia Martini” con il brano “Almeno pensami”. Lo Stato Sociale ha ricevuto il premio della sala stampa “Lucio Dalla”. Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico hanno ottenuto il riconoscimento “Sergio Endrigo” alla migliore interpretazione. Il premio Sergio Bardotti per il miglior testo è stato vinto da Mirkoeilcane, mentre il premio Bigazzi alla miglior composizione musicale è andato a Max Gazzè. Il premio Tim Music alla canzone più ascoltata è stato vinto da Ermal Meta e Fabrizio Moro.
Ascolti record anche per la finale: sono 12.125.000 i telespettatori pari al 58,3% di share. Un risultato sostanzialmente in linea con quello ottenuto lo scorso anno dall’ultima serata del Festival di Carlo Conti e Maria De Filippi, vista da 12.022.000 telespettatori con il 58,4% di share.

Redazione LU Magazine

Pierfrancesco Favino, vera rivelazione del Festival di Sanremo 2018

Alla vigilia del Festival di Sanremo, di Claudio Baglioni ci si aspettava l’emergere (poi confermato) della sua grande abilità professionale di lungo corso, anche se la sua nuova veste di direttore artistico poteva rappresentare un punto di assoluta curiosità. Di Michelle Hunziker avevi in qualche modo sentore (quasi certezza) che la sua freschezza artistica potesse risultare trascinante ai fini di un festival brillante, moderno e persino elettrizzante. Ma di Pierfrancesco Favino nessuno poteva prevedere una completezza artistica di così alto livello. Presentatosi come terzo incomodo, Favino in soli due serate di festival ha fatto ricredere coloro i quali l’hanno ritenuto fino all’ultimo una grossa incognita, almeno per quanto riguarda il ruolo di presentatore davanti alle telecamere, assieme a Claudio Baglioni e Michelle Hunziker. E invece l’attore e doppiatore romano, ma originario di Candela in provincia di Foggia, sul palco dell’Ariston di Sanremo sta dando grande dimostrazione della sua versatilità artistica.
Dopo aver frequentato l’Accademia di Arte Drammatica di Roma, Pierfrancesco Favino comincia la sua gavetta in teatro e in TV esprimendo ruoli secondari. Ma la parte di Gino Bartali lo consacra come protagonista del piccolo schermo e gli dà il via a una serie fortunata di fiction televisive, le quali rappresentano il preludio ad una grande carriera di attore e doppiatore cinematografico. E così,dopo tanta gavetta e lunghissime esperienze artistiche che gli valgono anche la candidatura al David di Donatello per il ruolo drammatico recitato nel film “El Alamein – La linea del fuoco” del regista Enzo Monteleone, Pierfrancesco Favino è stato scelto da Claudio Baglioni per presentare il festival di Sanremo. Un ruolo nuovo cui l’attore non aveva mai pensato di poter sostenere, ma ha voluto ugualmente mettersi alla prova, forse anche per confrontarsi e capire qualcosa in più di se stesso e sul suo adattamento ai vari ruoli che propone il mondo artistico. Ebbene, visti i risultati delle prime due serate del festival, possiamo dire che Francesco Favino è persino andato oltre i più sperati risultati della vigilia. Nella seconda serata del festival, infatti, è diventato un vero protagonista capace di conquistare soprattutto il pubblico femminile che ha avuto per lui parole di elogio. “Tutte pazze per Favino”, questo è lo slogan che si ripete tra la fiumana di donne andate letteralmente in visibilio, dopo che l’attore romano ha deliziato il pubblico con le sue sconosciute doti canore e di ballerino dalle movenze sensuali emerse durante le note di Despacito. Un ballo travolgente che Favino ha interpretato con Michelle Hunziker, dopo averlo preparato nei minimi particolari. Tante ore di lavoro che dimostrano la grinta e la voglia di questo bravo attore che desidera sempre fare le cose con estrema precisione. E’ lo spessore professionale dei grandi personaggi come lui, attore che ha fatto tanta gavetta senza mai farsi abbattere dall’iniziale difficile percorso artistico. Per lui, come per altri, l’importante è crederci e mai mollare, perché se vali e sei davvero bravo, la fortuna ti darà una mano. E Pierfrancesco Favino ha abbracciato la fortuna, proprio quando ancora incredulo ha detto sì al Festival di Sanremo.

Salvino Cavallaro