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Category: Salotto VIP

Luca Napolitano: “Oggi sono un cantautore e un musicista consapevole”

Luca Napolitano

Luca Napolitano, cantautore e polistrumentista, sta per tornare sulla scena musicale con un lavoro discografico sorprendente. Conclusa con successo l’esperienza “live” a Casa Sanremo 2017, l’artista si sta totalmente dedicando alla lavorazione del suo quinto album in studio, che sarà lo specchio di una maturità artistica e personale acquisita con l’apprendimento, l’esperienza, e la passione di chi ama la propria professione.

Luca, sei stato recentemente ospite a Casa Sanremo, come hai vissuto questa bella esperienza?

L’esperienza sanremese è sempre un’opportunità ed una vetrina importante. Sono stato felice di essere tra gli artisti ospiti di Casa Sanremo, che in questo 2017 ha compiuto dieci anni. Con piacere ed orgoglio sono tornato nella città ligure proponendo alla platea del Palafiori un medley caratterizzato dai miei brani ed un personale omaggio a Luigi Tenco. Inoltre, è stata l’ occasione per incontrare colleghi, musicisti, giornalisti, produttori.

Il tuo ultimo singolo “Ci Whatsappiamo” è un brano che ha sapore di modernità e racconta di come sono cambiati i rapporti con l’avvento dei social e delle app nella società odierna. Come mai hai scelto di trattare questa tematica?

“Ci Whatsappiamo” affronta le tematiche dei social, ma non solo, diciamo che ne dà una lettura profonda. Snocciola quelli che sono i punti salienti delle realtà virtuali, i suoi incastri psicologici, la sua visione superficiale delle cose e delle persone ed allo stesso tempo evidenzia la sua potenzialità se usata bene. Ho scelto questa tematica dopo un’ attenta osservazione della realtà ed essendo un social attivo, sia nella vita privata che in quella artistica, ho voluto raccontare in una canzone i pericoli e le opportunità che offrono i social network.

Cantare è…?

Donare me stesso, tutto ciò che sono, tutto ciò che ho. Significa passione , lotta e perfezione.

Quanto ha influito sulla tua carriera il format “Amici” di Maria De Filippi?

“Amici” è stata una vetrina/palestra importante. Il talent mi ha reso noto al grande pubblico segnando il mio percorso artistico che si è evoluto negli anni. Anni di lavoro durante i quali mi sono messo alla prova: ho imparato ad ascoltarmi, a riscoprire nuovi lati della mia personalità. Ho coltivato il dono della scrittura, diventando autore di tutti i miei brani.

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A quale dei tuoi album ti senti più legato?

Con il primo album ho un legame inscindibile perchè rappresenta la prima vera realizzazione. Sono molto legato al primo singolo “Forse Forse” ed anche a Maria De Filippi che lo ha considerato giusto per le mie corde. Il primo EP mi ha consacrato nel firmamento della musica italiana ed è il disco che ha creato un legame forte tra me e il mio pubblico.

Sei testimonial nel sociale, quanto è importante per un cantante usare la sua fama a scopi benefici?

Credo che noi artisti abbiamo il dovere di donare agli altri ciò che noi riceviamo ogni giorno, con la nostra arte, mettendo la musica e la nostra vita anche al servizio del prossimo e di chi ha bisogno di noi.

Chi è Luca Napolitano oggi?

Un cantautore e un musicista consapevole.

Progetti imminenti?

Attualmente sono impegnato con la realizzazione del nuovo album. Nel progetto troverete tante sfumature e lati inediti della mia persona; un uomo maturo, critico e realista, che vuole più fuoco nella propria vita.

 

 

Anna Lamonaca

Da calciatore a modello, la storia di Andrea Zelletta: “Sfilo per Armani e sogno di viaggiare”

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Mollo tutto e faccio il modello. O meglio, non è andata proprio così, ma quasi. Il protagonista della seguente intervista è Andrea Zelletta, ventitreenne di Taranto.
Un passato da calciatore. Il sogno che ogni bambino coltiva sin da piccolo, ma che non sempre si riesce a realizzare del tutto. Ma la vera partita vinta è quella di chi riesce a ricominciare e scrivere un nuovo capitolo della propria vita. Lo ha fatto il giovane pugliese: dai campi della Serie D alle passerelle nobili milanesi, quelle piene di fotografi. Il suo futuro lo sta continuando a scrivere.
Adesso Andrea vive a Milano, lavora per una delle agenzie più importanti di moda e le ultime sfilate sono state per Armani, e nei suoi occhi c’è tutta la soddisfazione di chi ha saputo andare avanti e cambiare vita.

Nasci come calciatore, poi diventi modello…

Come tutti i bambini ho iniziato a giocare a calcio sin da piccolo. Ho iniziato nel Taranto per poi spostarmi nel settore giovanile del Lecce fino ad arrivare a calcare i campi della Serie D e Lega Pro. Le presenze a livello professionistico non sono mancate, ho vestito le maglie di Noto, Acireale e Vigor Lamezia.

E poi?

E’ finito tutto per un po’ di sfortuna…

Cosa è successo?

Ho avuto due infortuni gravi, giocando molto poco. Il Lecce poi non mi ha rinnovato il contratto proprio ed è qui che è arrivata la mia decisione di chiudere la carriera, il calcio non era più quello che sognavo da piccolo. Le società offrivano meno di quello che valevo.

Chiuso un capitolo se ne apre un altro…

Si, ma è stato un cambio inaspettato…

Cioè?

In realtà io ero a Milano per diventare un personal trainer, tutto qua, l’avventura da modello è capitata per caso. I miei amici mi hanno consigliato fortemente questa strada. L’ho provata, piano piano ho avuto dei risultati importanti che hanno cambiato la mia vita.

La soddisfazione si legge nei tuoi occhi…

Il mio sogno da bambino era di fare il calciatore, ma in questo momento sono felice di quello che faccio.

Campo di calcio e passerella, forme diverse, ma stesse difficoltà…

Si, sono due mondi molto difficili. Possono darti tanto, ma fare anche tanto male. Devo dire che la moda mi ha tolto tante soddisfazioni.

Quando hai capito che c’è stata la svolta?

Non è arrivata subito, voglio precisarlo: all’inizio non è stato per niente facile. Ma ho capito che la strada presa era quella giusta quando il lavoro è iniziato ad aumentare, così come le richieste dei brand nei miei confronti.

L’esperienza ad oggi più bella?

Le sfilate per Armani, ultimamente le ho fatte tutte. E’ bellissimo poter lavorare con una delle persone più importanti al mondo e indossare i suoi capi.

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Non sei solo in questa avventura, però…

No, c’è anche un mio amico, Luigi Castaldo, che continua a giocare a calcio, ma al tempo stesso fa quello che faccio io, ma in estate. Lui affronta al tempo stesso i due mondi.

Il tuo “club” attuale e che ti ha dato fiducia?

La squadra (scherza ndr.) è l’agenzia Indipendent, una delle migliori agenzie di Milano.

Com’è nato questo rapporto lavorativo?

Non appena ho saputo che ero idoneo ai loro standard. Per me è stato un onore iniziare con un’agenzia importante, sono molto contento della strada presa con loro. Non è stato facile, ma alla fine è una bella sensazione iniziare con chi nel settore è forte e consolidato. Li sto ringraziando della scelta fatta dando il meglio di me.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sto imparando le lingue straniere, voglio viaggiare tanto.

Le mete sono da definire?

Non tutte. Mi piacerebbe tanto New York e Madrid, due città che vorrei visitare fortemente.

 

 

 

Christian Schipani

Luca Biagini, dal doppiaggio e le fiction al musical Billy Elliot

LUCA BIAGINI
Luca Biagini vive un momento d’oro. Una delle voci più apprezzate nel doppiaggio e attore di spessore e indubbia bravura adesso affronta un musical di richiamo come Billy Elliot nel ruolo del padre del giovanissimo protagonista col sogno della danza.

Luca, com’è andato il debutto di maggio?
Le venti repliche al Sistina in maggio hanno raccolto 20.000 spettatori ma al di là del numero è la qualità dell’accoglienza che ci ha sorpresi e colpiti. Gli spettatori si sono appassionati alla storia, alle musiche trascinanti di Elton John, alla regia, alle coreografie, hanno apprezzato la bellezza della scenografia e dei costumi. Si sono emozionati fino alle lacrime di fronte alle difficoltà che deve affrontare Billy per raggiungere il suo sogno e diventare finalmente un ballerino. Lo spettacolo alterna scene drammatiche e toccanti con altre leggere e divertenti. E’ certamente uno dei più grandi musical degli ultimi vent’anni. Ogni personaggio è ricco di umanità e di sfumature e ognuno a suo modo conquista la simpatia del pubblico. La regia di Massimo Romeo Piparo esalta tutti questi aspetti e costruisce uno spettacolo raffinato,ricco di emozioni e affascinante. Gli spettatori alla fine ci regalano lunghi applausi calorosi e entusiasti: un abbraccio che unisce palcoscenico e platea. Non si può desiderare di più. Questo risultato così appagante è frutto di una sapiente scelta degli interpreti, tutti perfettamente aderenti ai loro personaggi e di un ensemble ricco di talenti,bravi nel ballo,nel canto e nella recitazione.

Come descriveresti il tuo personaggio ?
Il papà di Billy è un minatore inglese rude e semplice con alle spalle una vita di duro lavoro e poche soddisfazioni inoltre ha perduto la moglie quando aveva quarant’anni e ha dovuto crescere due figli praticamente da solo affiancato da una suocera simpatica ma impegnativa. Il dolore della perdita della moglie, le difficoltà non solo economiche di crescere due figli lo rendono un uomo duro e rabbioso ma al tempo stesso capace di schierarsi con il figlio e sostenerlo quando né capisce il valore e il talento. La prima difficoltà che ho dovuto affrontare nell’interpretazione del padre è stata quella di tradurre alcuni caratteri tipicamente inglesi del personaggio in altri che mi appartenessero di più e così ho fatto riferimento alla durezza del mondo contadino in mezzo al quale sono cresciuto in Toscana.
In particolare mi sono accorto che una persona della mia famiglia aveva alcuni aspetti che ricordavano il padre di Billy e così mi sono vagamente ispirato a lui non solo nei modi burberi ma anche nella simpatia e nella tenerezza che alla fine riesce a comunicare.

Parliamo delle date…
Dopo il teatro Sistina a Roma dal 2 al 18 ottobre e il 23,24,25 ottobre ad Udine, proseguiremo in altre città d’Italia. Dal 29 ottobre al 1 novembre a Bologna. Dal 3 all’8 novembre a Firenze. 10 e 11 novembre ad Assisi. Dal 13 al 15 novembre a Parma. 17 e 18 novembre a Fermo. Dal 20 al 22 novembre a Reggio Emilia.Dal 27 al 29 novembre a Bergamo. Dal 1 al 6 dicembre a Genova. Dal 10 dicembre al 10 gennaio a Milano. Dal 12 al 17 gennaio a Trieste. Dal 22 al 31 gennaio a Torino.
Dal 5 al 7 febbraio a Sassari.

Quale altro musical ti piacerebbe interpretare?
Mi piacerebbe molto interpretare il ruolo del maggiordomo nel musical “Viale del tramonto” tratto dall’omonimo film con Gloria Swanson e Erich von Strohaim e mi piacerebbe divertirmi in un musical classico come “Il re ed io” interpretato magistralmente da Yul Brynner. Chissà perchè!

Sei da tempo la voce di Eric Forrester a Beautiful. Ti diverti?
Ormai sono tanti anni che lo doppio che è diventato per me come un parente stretto. Ci conosciamo così bene che ogni tanto mi permetto di dargli anche qualche suggerimento. Scherzo ma non troppo!

Altri progetti?
Nella prima parte del 2016 dovrebbero iniziare le riprese della seconda serie di “Solo per amore” che ha ottenuto nelle prime dieci puntate andate in onda il consenso e l’affetto di milioni di persone. Il mio personaggio è il generale Fiore che si presenta all’inizio come un buon padre di famiglia e che invece diventa di puntata in puntata sempre più ambiguo e inquietante. In teatro ho finito le repliche di due spettacoli su Mussolini scritti e diretti da Pier Francesco Pingitore. Il primo”Operazione Quercia” racconta la prigionia di Mussolini a Campo Imperatore sul Gran Sasso nel settembre del 1943,il secondo”Scacco al duce” affronta l’ultima notte di Ben e Claretta prima della loro fucilazione. Le rappresentazioni si sono svolte a 2.200 metri nello stesso albergo dove fu tenuto prigioniero Mussolini e per quindici giorni abbiamo avuto il “tutto esaurito”.I due spettacoli raccontano un Mussolini sconfitto e dolorosamente intimo e mettono in scena fatti storici ben documentati attraverso i sentimenti e le passioni dei personaggi.Con due giovani registi uno di teatro Federico Vigorito e uno di cinema Giovanni Mezzedimi stiamo lavorando per realizzare progetti artistici di qualità. La stagione televisiva che sta ricominciando vedrà ancora in onda la serie inglese più premiata di sempre “Downton Abbey” dove presto la voce a Robert il capofamiglia e padrone della splendida residenza poi sarà la volta della serie “Ghotam” che andrà in onda in contemporanea con gli Stati Uniti e naturalmente l’immancabile Beautiful.

Stefano Telese