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Category: Curiosità

Pasqua 2018: dilaga la passione per le colombe e le uova artigianali

La Pasqua è alle porte e ogni paese ha delle abitudini tipiche che vanno dai riti religiosi alle prelibatezze gastronomiche. Dilaga la passione degli italiani per la colomba artigianale, un mercato in crescita rispetto allo scorso anno.
Secondo la Confederazione Nazionale dell’Artigianato almeno quattro famiglie su dieci sceglieranno per le festività pasquali un uovo di cioccolata o un lievitato di fattura artigianale.
La colomba classica mantiene il suo appeal ma non mancano le versioni fantasiose degli artigiani del gusto. Il must nel dolce della ricorrenza pasquale 2018 è il lievito madre, spesso tramandato da generazioni di fornai e pasticceri, per una lunga lievitazione.
Come riconoscere la qualità delle colombe? Raffaele Caldarelli, pasticcere campano, risponde: “Per avere la certezza della realizzazione industriale o artigianale di una colomba, è necessario verificare il luogo di produzione e di  distribuzione ed il tipo di ingredienti utilizzati. Alcune volte capita che venga commercializzata una colomba industriale per artigianale, semplicemente cambiando incarto. La colomba, prodotto dolciario da forno, è caratterizzata da una struttura morbida e fragrante ottenuta per fermentazione naturale. Le colombe di qualità superiore sono frutto di una lievitazione lunga che rende il prodotto più soffice e sono realizzate con ingredienti di alta qualità. Una gioia di buon gusto per il palato e per la vista“.
Soffice e delicata, la colomba “Caldarelli”, specchio di tradizione e qualità, è disponibile in versione classica e in vari accostamenti di gusto. Inoltre, oltre alla gamma di prodotti legati alla tradizione pasquale campana, Raffaele Caldarelli, dirigente del settore dolciario della rinomata azienda “Caldarelli Dolce & Salato” (Nola – NA – Via Variante 7/Bis; Mercato San Severino – SA – Via Largo Ferrovia, presso il Consorzio Center Plaza; Orta di Atella – CE – Via Lanzano 6, presso il C.C. Fabulae), propone simpatiche uova di finissimo cioccolato.

 

 

 

 

Redazione LU Magazine

Studio USA: vita materialista fa male al rapporto di coppia

Una vita troppo materialista fa male al matrimonio. E’ ciò che sostengono i ricercatori della Brigham Young University che hanno effettuato uno studio sul rapporto di coppia.
La ricerca ha rilevato che chi ama una vita basata sul possesso materiale e sull’accumulo di risorse economiche è legato a un minore senso di importanza del matrimonio e a una minore soddisfazione nella vita di coppia. Una delle possibili cause, spiegano gli studiosi, sta nel fatto che il materialismo affronta altre priorità di vita e porta ad avere meno tempo per alcune priorità della relazione come la comunicazione, la risoluzione dei conflitti e l’intimità.
Molte persone non sono pienamente consapevoli del loro materialismo o del grado in cui la ricerca del denaro diventi una priorità sbilanciata nella loro vita – ha dichiarato Jason Carroll, docente di studi matrimoniali e familiari dell’ateneo – È utile per i coniugi valutare e discutere apertamente sui tempi delle loro vite e assicurarsi che ne stiano dedicando abbastanza per stabilire le priorità e rafforzare la loro relazione matrimoniale“.

 

 

 

R.L.M.

La scienza svela l’identikit del probabile traditore

Uno studio svolto della Florida State University, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, ha analizzato 233 coppie appena sposate e seguite per tre anni e mezzo alla ricerca di caratteristiche psicologiche utili per evitare l’infedeltà, prima causa della fine di un matrimonio. A tal proposito gli studiosi hanno tracciato un vero e proprio identikit della persona infedele.
In primo luogo, è emerso che l’infedeltà si manifesta negli individui che sono più appagati dal punto di vista sessuale: il partner fedifrago di solito non è insoddisfatto della propria relazione dal punto di vista sessuale anche se è, complessivamente, poco felice in coppia. I partner infedeli, dunque, hanno un atteggiamento più positivo nei confronti del sesso in generale e un desiderio di cercarlo indipendentemente dall’andamento della relazione principale.
Un altro elemento riscontrato è il fattore estetico: le donne meno attraenti hanno più probabilità di tradire mentre gli uomini con partner meno intriganti hanno una maggiore possibilità di cedere alle tentazioni.
I ricercatori hanno, inoltre, focalizzato l’attenzione su due processi psicologi condivisi da tutti a vari livelli: il primo, ‘Attentional Disengagement’, è la capacità di distogliere l’attenzione da una persona considerata attraente, il secondo, denominato ‘Evaluative Devaluation’, è la tendenza a ridimensionare mentalmente l’attrazione verso un’altra persona.
Agli sposi sono state mostrate alcune fotografie ed è emerso che chi distoglieva la sua attenzione più velocemente della media aveva quasi il 50% meno probabilità di avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio.
Meno propensi a tradire, infine, sono risultati coloro che tendevano a dare meno peso all’aspetto estetico di una persona.

 

 

 

 

R.L.M.