Elisa Ravasio: “Tra donne c’è poco supporto e molta competizione e invidia”

E’ una ragazza forte e determinata la giovanissima Elisa Ravasio. Interprete e  influencer di successo ha appena dato la  voce  al brano pop dance, per mercati musicali esteri, arrangiato e realizzato da Matthew Fischer Studios, intitolato “Bum – Bum” scritto da Dora Marchi in arte DoraA-Lee con il featuring della stessa.

 Elisa, hai scelto di debuttare nel mondo della musica in compagnia di un’altra donna. Come ti sei trovata a lavorare con lei?

Sì, esatto, ho collaborato con la cantante Dora Lee, che ha una voce meravigliosa ed è una grande artista. Mi sono trovata bene perché nonostante lei avesse tantissima esperienza nel campo, mi ha aiutata e spronata, per cui mi sono sentita a mio agio dopo il primo imbarazzo iniziale dovuto alla mia inesperienza.

Ma le donne sanno fare squadra oppure no?

Si, se ti trovi con persone che hanno voglia di lavorare con te, ma molto spesso è un no perché tra donne c’è poco supporto e molta competizione e invidia.

E che cosa significa, a tuo avviso, saperlo fare?

Saperlo fare significa entrare nei panni dell’altra persona e comportarti esattamente come vorresti fosse fatto con te e se ci sono pregi, prendere esempio mentre se ci sono lacune dare una mano.

Credi che lo Sport possa insegnarci meglio come farlo?

 Lo Sport soprattutto quello di squadra aiuta moltissimo perché volente o nolente devi collaborare e aiutare per raggiungere un obiettivo comune, altrimenti fallisce non solo il tuo team, ma pure te stessa non hai risultato.

A proposito, sei una tipa sportiva?

Molto. Ho praticato di tutto come sport, maggiormente il nuoto a livello agonistico e atletica.

Lo Sport spesso divide, anziché unire. Come si può vivere una passione in maniera sana?

Avendo fatto diversi sport individuali, confermo. Si crea competizione e questo fa si che le persone non diventano compagni o amici, ma avversari. Per superare questo fenomeno, è necessario focalizzarsi sui propri risultati e obiettivi e ammirare, prendete spunto dagli altri per migliorarsi invece che odiare, che non serve a nulla.

Quando – a tuo avviso – sta per sfogarsi in fanatismo?

Diventa fanatismo nel momento in cui non esiste altro che la propria vittoria, nel momento in cui si mette da parte tutto, dai sentimenti al benessere allo spirito sportivo e spesso e volentieri entra in gioco anche la violenza e il bullismo.

Credi che sia opportuno parlarne di ciò anche nelle scuole?

La scuola dovrebbe educare a un senso di indipendenza e collaborazione, ma spesso pure essa è fonte di astio tra compagni. Basta pensare ai voti e ad alcuni professori che hanno preferenze e che sono i primi a fare differenze tra alunni e paragoni insensati.

E le influencer, come te, in che maniera possono dare una mano in tale direzione?

Ci sono molte influencer positive che si supportano fra di loro dandosi una mano a crescere e a raggiungere obiettivi insieme. Io nel mio piccolo cerco di spronare le persone a seguire i propri sogni e migliorarsi senza porsi in competizione con altri, ma guardando i propri limiti e i propri punti di forza.

 

Laura Gorini

 

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