Mina, 81 anni e una voce sempre straordinaria

Sono 81 le primavere di Mina (Anna Maria Mazzini) nata il 25 marzo 1940 a Busto Arsizio (Varese). E’ l’artista senza tempo, un’icona di stile e uniche capacità canore riconosciute in tutto il mondo.

Mina ha incarnato il modello del talento e della diva dello spettacolo sulle scene, in televisione e sui dischi. Ha fatto la storia della televisione italiana degli anni ’60 – ’70 per poi decidere irrevocabilmente di non apparire più. Una decisione che ha provocato sensazione, proprio perché presa con ferreo convincimento nel momento più fulgido della sua straordinaria carriera. Oggi è forse l’unico caso al mondo in cui un artista non si concede ai media, rimanendo tuttavia sempre al centro dell’attrazione discografica ogni qualvolta (almeno una volta l’anno) pubblica un nuovo disco.

Una vita personale molto tormentata fin dal 1965 quando Mina perse il fratello Alfredo in un grave incidente stradale. In quel periodo faticò molto a riprendersi, tuttavia, proseguì al meglio il suo lavoro, tanto è vero che nel 1968 festeggiò i primi dieci anni di carriera proprio in quel locale che l’aveva vista esibirsi per la prima volta: la Bussola di Viareggio dove, tra l’altro, registra il suo primo album dal vivo che è il primo album live mai realizzato da una cantante italiana.

Ma andando a ritroso nel tempo, ricordiamo la Mina di “Studio Uno” – la popolare trasmissione televisiva in onda nel 1961 – anno in cui la cantante s’innamora dell’attore Corrado Pani, con il quale vive intensi giorni di felicità e dalla cui relazione nasce il suo primo figlio, Massimiliano. Ma quell’unione fu presto osteggiata dal puritanesimo dell’epoca e dall’opinione pubblica italiana, perché l’attore era già sposato.

Era il 1963 quando nacque Massimiliano Pani e Mina venne bandita dalla televisione italiana di stato. Durò un anno quell’esilio e dopo l’artista rientrò trionfalmente in televisione, in una serie di spettacoli di successo come “La fiera dei sogni” dove lancia “La città vuota” e “L’uomo per me”.

Eccezionale il suo stile, fantastica la voce, piacevolmente carismatica la sua presenza scenica da leader inconfondibile. Per un certo periodo è stata considerata regina degli “urlatori”, ma la sua versatilità di cantante pop è stata capace di differenziarsi e spaziare su diversi campi della musica leggera. Prova ne è la sua pregevole interpretazione del “Cielo in una stanza”, la poetica canzone intimista di Gino Paoli.

Ma la storia artistica di Mina si interseca inevitabilmente a quella personale, in un parallelismo di situazioni che sempre si sono incrociate tra gioie e dolori. Infatti, dopo essere uscita in maniera faticosa dalla storia con Corrado Pani, la cantante di Cremona si trova di fronte ad un’altra situazione umana difficile da vivere, pur nello splendore di una carriera fantastica e copiosa di soddisfazioni.

Nel 1970, infatti, Mina sposa il giornalista del Messaggero Virgilio Crocco, dalla cui unione nasce Benedetta, la sua seconda figlia. Ma tre anni dopo il suo matrimonio, Virgilio Crocco muore in un incidente stradale e la cantante si trova davanti a un nuovo faticoso ostacolo di vita da superare.

Sembra quasi esserci un destino crudele nella vita di questa straordinaria interprete della musica leggera italiana, capace di darle meritevoli tributi artistici ma con mai appagata vita personale e sentimentale atta ad incoraggiarla ad andare avanti senza fatica, là dove il solo applaudire del suo affezionato pubblico potesse sollevarla da tanta amarezza e sofferenza di vita personale.

Nel 2006 sposa a Lugano il cardiochirurgo Eugenio Quaini. E qui vive oggi, in questo splendido angolo della Svizzera, lontana dai media e da sguardi indiscreti. E’ Mina, è “L’essere marziano più umano”, così la definisce affettuosamente sua figlia Benedetta nel pubblicare i suoi affettuosi auguri a mamma.

Auguri sinceri, cui ci uniamo anche noi che abbiamo vissuto lo spaccato artistico e culturale di una fantastica artista che ci ha fatto innamorare. Mina per sempre. Ieri come oggi.

 

Salvino Cavallaro  

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