Il 9 gennaio a “Frontiere” su Rai3 “Vaccino e pregiudizio”

Lo sviluppo dei vaccini contro il Covid 19 e le campagne per l’immunizzazione in tutto il mondo sono il tema della nuova puntata di “Frontiere”, in onda sabato 9 gennaio alle 16.30 su Rai3.

Dopo appena 337 giorni da quel 30 gennaio di un anno fa, in tutta Europa è scattato il “vaccine day”, mentre ci sono voluti tremila anni per sviluppare delle cure efficaci contro la poliomielite e il vaiolo. Il progresso ha aiutato, e grazie alla circolazione di idee e di capitali il mondo scientifico è riuscito a fare in pochi mesi ciò che sembrava impossibile in un tempo così ridotto: un vaccino gratuito e non obbligatorio, che forse permetterà all’umanità di tornare a vivere come prima. Eppure, sono in molti gli scettici e i dubbiosi, ed in questo giocano un ruolo fondamentale anche la comunicazione e la responsabilità di chi fa informazione.

Ora la nuova sfida è essere all’altezza, perché oltre alla cura sono fondamentali rapidità nell’esecuzione, efficacia nella logistica, coesione sociale, mentre le differenze nel ritmo delle vaccinazioni nei diversi paesi europei sono già evidenti, e il mondo è alle prese con nuove e più veloci varianti del virus.

Con Franco Di Mare ne parleranno giornalisti, esperti e addetti ai lavori come Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute, la divulgatrice scientifica Barbara Gallavotti, la giornalista del Financial Times Silvia Sciorilli Borrelli, il presidente nazionale dell’Ordine dei Medici Filippo Anelli, il prof. Stefano Vella infettivologo e docente di Salute Globale all’Università Cattolica, l’architetto Stefano Boeri che ha disegnato gratuitamente i 1.500 padiglioni per vaccinare gli italiani che come primule “sbocceranno” in tutta Italia, il fotografo Massimiliano Modena, l’esperto di comunicazione Emanuele Cigliuti, la dottoressa Mariella Pancioni, e Francesco M. Galassi, paleopatologo della Flinders University.

Frontiere” è firmato da Franco Di Mare, Paola Miletich, Stefano Pistolini e Pietro Raschillà con la produzione di Adriana Sodano e la regia di Anna Grossi. 

 

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