Roma Jazz Festival: dal 29 ottobre al 20 novembre

Dalla ricerca delle radici africane compiuta da un gigante della storia del jazz, Don Moye degli Art Ensemble of Chicago alla prima mondiale di Gong, progetto di Luca Aquino con le immagini inedite di un artista del calibro di Mimmo Paladino. Dalle atmosfere caraibiche di Roberto Fonseca, Mino Cinelu e Yilian Canizares alle sonorità nordiche di Nils Petter Molvær. E poi ancora il jazz “ecologista” di Enzo FavataFrancesco Diodati e Marco Bardoscia, la musica politica di Daniele Di Bonaventura e degli Area Open Project, che presentano il loro nuovo album, il concerto ipnotico di Alexander Hawkins e Hamid Drake, la melancolia di Salvador Sobral e le esplorazioni fra musica e cinema di La Batteria e Ugoless.

Giunto alla sua 44° edizione, torna il Roma Jazz Festival, uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati al jazz e alle sue infinite traiettorie. Il festival, ideato e organizzato da IMF Foundation in co-produzione con la Fondazione Musica per Roma, si svolgerà dal 31 ottobre al 20 novembre all’Auditorium Parco della Musica, alla Casa del Jazz e al Monk Club.

Prime assoluteospiti internazionali e artisti italiani di spicconomi storici e nuove rivelazioni. Concerti, live streaming, incontri, presentazioni e, con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni, progetti appositamente pensati per le biblioteche e le scuole e realizzati grazie alla collaborazione con la prestigiosa rivista Jazzit, con un’associazione di consolidata esperienza come Il Jazz va a scuola e con diversi critici musicali.

Dopo Jazz is now nel 2018 e No borders del 2019, tema di questa edizione è Jazz for Change. Un cambiamento necessario in un mondo afflitto dall’emergenza climatica, dalla messa in discussione dei diritti civili e dai rigurgiti sempre più invadenti di razzismo e nazionalismo, cui stanno reagendo con forza movimenti come Black Lives Matter e Climate for Change. La pandemia ci ha mostrato come sia di importanza strategica cambiare il nostro stile di vita, l’approccio con l’altro, il rapporto con l’ambiente e ripensare i tessuti urbani, immaginare nuovi modi di vivere gli spazi ma anche sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Il jazz, musica di trasformazione continua, può essere una fonte di ispirazione: un genere basato sulla cooperazione e sull’armonia ma che, al tempo stesso, insegna il rispetto dei ruoli e lascia libero spazio alle individualità. Jazz for Change inaugura un ciclo tematico triennale dedicato al futuro e all’innovazione: “la situazione imprevista nella quale il mondo si è trovato, ha dato un’accelerazione nell’uso delle tecnologie e della rete internet, coinvolgendo in maniera determinante anche il settore della cultura. Per questo, l’uso dello streaming, della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale saranno da noi sperimentati e sviluppati nei prossimi tre anni, con l’obbiettivo di arrivare a creare una piattaforma integrata che permetta allo spettatore di essere non più soggetto passivo ma interattivo, creando le condizioni di un allargamento del pubblico e un maggiore coinvolgimento” afferma il direttore artistico Mario Ciampà.

Il festival si svolgerà nel pieno rispetto delle normative anti-covid vigenti e per consentire a una platea più ampia possibile di seguire il festival alcuni concerti – Area Open Project, Mario Tozzi e Enzo Favata, Alexander Hawkins e Hamid Drake, Salvador Sobral e Roberto Fonseca – saranno  trasmessi in diretta streaming grazie alla collaborazione con la piattaforma Live Now, innovativo e versatile servizio di streaming che consente di assistere a concerti ed eventi sportivi di tutto il mondo. Gli streaming dei concerti del RJF2020 potranno essere acquistati sia singolarmente che in formula abbonamento.

Grazie alla partnership con Mezzo Live HD, inoltre, i concerti di Don Moye, Luca Aquino con Manu Katchè e Mino Cinelu con Nils Petter Molvær verranno trasmessi dal canale satellitare francese dedicato alla musica classica alla danza e al jazz che trasmette in oltre 55 Paesi, dall’Australia al Canada, dalla Russia alla Mongolia. In Italia il canale è visibile sul canale 49 della piattaforma satellitare TivùSat.

 

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