L’Italia: un grido unanime in un grumo di terrore

L’Italia è oggi un paese ammalato, invecchiato e spento. C’è un silenzio che abita in grandi case e palazzi insieme alla vastità dell’esistere del pulsare, del nascere e del morire. Oggi, al fine o al principio, c’è il pensiero che si oscura da un unico auspicio: quello di voler ritrovare la propria libertà. Però, a dirla tutta, ora che il paese è vuoto si potrebbe ammirare dalla finestra la vera Italia. Nonostante la sua bellezza manchi inesorabilmente agli occhi della gente, è possibile attraverso l’immaginazione osservare il verde delle province d’Italia: “il Paese dei mille paesaggi più belli”. Questa è da sempre, la strada naturale per l’indole artistica degli italiani: l’amore per la famiglia, visto come il fondamento della terrena felicità ed il vento che sfiora le loro vite, dolce e buon profumo nell’aria. La bellezza per gli italiani ha un valore che va ben oltre il senso estetico, giacché è parte indissolubile di un patrimonio identitario.
Ed è proprio in questo periodo di sbandamento che bisognerebbe cercare di cantare la bellezza del vivere in Italia: sui balconi e sulle finestre bisognerebbe far sventolare il tricolore! Ci sono molteplici segnali che dimostrano di come lo sguardo d’Italia sia ancora capace di lasciarsi illuminare.
Quindi, siate in grado di trasformare meravigliosamente la materia coniugando forma e funzionalità, di realizzare innovazioni con materiale povero o di rimettere in gioco un antico tesoro mobilitando una intera famiglia. Bagliori, innovazioni e sperimentalità possono ancor diventare vocazione e stimolo di coraggio. Per far sì che ciò accada, è necessario che lucidiate i vostri occhi all’inizio di ogni giorno, ripulendoli da pretese, rassegnazioni ed abitudini stanche, affinché siano trasparenti alla bellezza della speranza, dell’unione e soprattutto della fratellanza.
Abbiate speranza e cura attraverso qualsiasi tipo di prevenzione, ma soprattutto colmate i vostri cuori pieni d’amore e fatene scudo.

Cogito ergo sum :”Italiana”.
Amerò ancor di più la mia patria da lontano, affinchè un giorno possa rinascere bagliore.

Cristina Siciliano

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi