Junior Cally: “L’idea di utilizzare la maschera è nata per spingere le persone a soffermarsi sulla mia voce e sui brani”

In meno di tre anni ha totalizzato milioni di ascolti arrivando a sfiorare quota 100 milioni di stream solo su Spotify, ora è in gara tra i big al 70esimo Festival di Sanremo con il brano “No grazie”. Junior Cally, rapper ventottenne cresciuto nella periferia romana, esordisce nel 2017 suscitando grande interesse e curiosità da parte del pubblico. Non capita tutti i giorni vedere un’artista indossare una maschera antigas, celando la sua identità, soprattutto in un’epoca come la nostra dove, l’apparenza è posta come priorità. Il 6 settembre 2019 è uscito il suo secondo album “Ricercato” che debutta direttamente al numero uno della classifica FIMI dei dischi più venduti. Il rapper racconta, in 12 tracce, un grande cambiamento: partito dalla periferia romana, con un passato difficile alle spalle, grazie alla musica è riuscito a trasformare la sua vita e quella della sua famiglia.

Sul palco dell’Ariston di Sanremo ti esibisci con il brano “No grazie”. Cosa rappresenta questa canzone per te?

Sono molto felice di potermi esibire al Festival con questo brano perché mi rappresenta tanto. Sono qui “nei miei panni”. È una canzone che, secondo me, trasmette tanta energia.

Sei conosciuto come “il rapper mascherato”. Che significato ha per te la maschera?

La storia della maschera è un po’ particolare. Sono cresciuto in un piccolo paese di periferia di pochissimi abitanti dove è facile farsi condizionare dai pregiudizi. A volte quando raccontavo cosa mi sarebbe piaciuto fare mi prendevano in giro “Antonio vuole fare il rapper” e nessuno si soffermava realmente sulle canzoni e su quello che volevo trasmettere, sulle cose che avevo voglia di raccontare. Così è nata l’idea di utilizzare la maschera per spingere le persone a soffermarsi sulla mia voce e sui brani. Ho avuto ragione. Magari gli stessi che mi prendevano in giro, ora si trovano ad ascoltare a tutto volume le mie canzoni.

Sul palco dell’Ariston indosserai la maschera?

Inizialmente il Festival doveva basarsi sull’identità di Junior Cally, poi è diventato tutt’altro a causa delle numerose polemiche. La performance dev’è essere la cosa più importante quindi se indossare la maschera potrebbe creare problemi ne farò a meno.

Nella terza serata, dedicata alle canzoni che hanno fatto 70 anni di storia del Festival ed ai duetti, ti esibirai con i Viito con il brano di Vasco Rossi “Vado al massimo”.

Non posso assolutamente paragonarmi a Vasco e se riuscissi a fare l’1% della sua carriera sarebbe già un enorme successo. Ho scelto questo brano perché mi rappresenta e per assurdo sembra scritto proprio come “No grazie” appositamente per me dopo l’enorme caos mediatico.

 

Rosy Della Ragione

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