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Suck my Blues: poetica, energia ed emozioni nell’album “Rebirth”

“Rebirth” segna il ritorno sulla scena musicale dei Suck my Blues. Un album pazzesco, istintivo e maturo, diretto e suggestivo, in cui la poetica del blues si tinge di rock e di sonorità elettro.
Dieci tracce composte con passione in grado di dipingere nitidamente le emozioni del gruppo.
I Suck my Blues, con il loro talento, sono destinati a lasciare un segno indelebile nella storia musicale.
Segue l’intervista che Cafiero, voce e leader della band, ha rilasciato alla nostra rivista.

Da dove deriva la scelta di dare al gruppo il nome “Suck my Blues”?

L’idea è nata nel 2013 animata dalla voglia di uscire fuori dal coro. Ero di rientro da New York, un viaggio durante il quale mi ero esibito in vari club blues. Per anni mi ero dedicato al pop, suonando per vari artisti italiani, ed avevo messo da parte la mia anima blues, avevo accantonato il desiderio di far sentire i miei gusti. Tornato in Italia ho realizzato il disco “Suck my Blues” in veste di produttore, autore, cantante e chitarrista di brani inediti in lingua inglese, pubblicato nel 2014. Il nome del gruppo deriva dal desiderio di dire alla gente: prendetevi il mio blues, succhiatelo!

Come nasce “Rebirth?

L’album nasce come reazione ad un momento di grande dolore : la morte improvvisa di Jessy Maturo, il cantante dei Super Reverb, la rock band che ho fondato nel 2003 e con la quale ho condiviso gran parte della mia carriera artistica. La storia del gruppo, di cui facevano parte anche Tonio Longo (basso) e Filippo Longo (batteria), è finita lo scorso 11 aprile ed ho deciso di dare seguito al progetto Suck my Blues avvalendomi della professionalità dei miei storici compagni di avventura, inserendo nella formazione anche Michele D’Elia (elettro synth).

Quattro aggettivi per descrivere il disco…

Profondo, positivo, energico e spaziale.

Come è avvenuto il sodalizio artistico con Gianni Montanaro, coautore di quattro dei 10 brani che compongono la tracklist?

Da tempo Gianni aveva espresso il desiderio di voler prender parte ad un mio progetto. I suoi testi mi hanno colpito, l’ho coinvolto ed abbiamo iniziato a lavorare sulle canzoni.

Che tipo di messaggio intende trasmettere la vostra musica universale?

Di libertà totale. “Rebirth”, in particolare, è un invito a vivere pienamente la vita; uno sprono a rialzarsi dopo una brutta caduta, a rimettersi in gioco, a spiccare il volo.

L’immagine scelta per la cover di copertina “viaggia” in sintonia con l’atmosfera emanata dalle canzoni. A chi è stato affidato il design?

La cover è stata realizzata dall’artista Marco Pisanelli, batterista dei Tiromancino, che ha colto l’essenza del progetto ed ha raffigurato, in chiave rock, la fenice, il volatile che simboleggia la rinascita.

La prima parte del “Rebirth Live Tour” ha registrato un elevato numero di partecipanti; a quando la prossima tournée?

Presto; intendiamo portare la nostra musica ovunque. Siamo lusingati per l’attenzione ricevuta e per le continue dimostrazioni di affetto da parte del pubblico. Non immaginavamo di poter destare tanto interesse.

Complimenti per l’egregio lavoro e in bocca al lupo per tutto!

Grazie; crepi il lupo!

Ph Daniele Met

Suck my Blues è il collettivo fondato da Cafiero (all’anagrafe Salvatore Cafiero), alla fine del 2013, per dar vita al desiderio di realizzare un disco blues e generi affini in lingua inglese.
Nel 2014 esce l’ Ep “Suck my Blues”, un lavoro apprezzato dalla critica e dagli appassionati del genere, di cui Cafiero è produttore, autore, cantante e chitarrista.
Dopo anni di intensa attività, in Italia ed oltreoceano, nel circuito rock/blues con vari progetti come “Super Reverb”, “Electric Voodoo Trio”, riconoscimenti e collaborazioni prestigiose (Gianluca Grignani, Eros Ramazzotti, Dolcenera, ecc.) e della pubblicazione del primo Ep da solista, Cafiero decide di dare seguito al progetto Suck my Blues rinnovando la formazione e realizzando l’album “Rebirth”.
I Suck my Blues sono: Cafiero (all’anagrafe Salvatore Cafiero, voce e chitarra), Tonio Longo (basso), Filippo Longo (batteria) e Michele D’Elia (elettro synth).

 

 

 

Redazione LU Magazine