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Gastone Capelloni: “Essere poeti comporta un’analisi critica e feroce”

Gastone Capelloni, poeta contemporaneo, nasce e vive a Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro e Urbino. Nelle sue opere racconta se stesso, il proprio trascorso, le emozioni…

Gastone, in che età e in che modo ti sei avvicinato al mondo della scrittura?

Il passato è sempre un veicolo trainante che “concederà” di rivivere situazioni e aneddoti e che il tempo mai cancellerà, così che il viaggio introspettivo sarà iniziato muovendo i primi passi nella realtà che poi concepirà racconto, sentendoti realizzato solo quando consegnerai parole che ti avvolgono trascinandoti a riviverti.

Di cosa trattano in genere i tuoi testi e perché tali scelte?

Viaggio introspettivo alla ricerca di una dimensione che va oltre la cognizione del proprio spazio temporale, viaggio perpetuo e ricerca di un appagamento mentale e mai fisico, dove senti il bisogno di raccontarti in quello che non ti è dato conoscere, come se rabbia e solitudine accompagnassero il sostentamento dell’anima, sacro e profano non incuriosiscono ma seducono a non lasciare nulla d’intentato, insomma un rapporto quasi morboso che permetta di non sottostare ai “quasi dogmi” tradizionali di questa società.

Qual è una delle tue partecipazioni radiofoniche o televisive che ricordi con maggior orgoglio?

Sono diverse le partecipazioni a radio e TV, soprattutto estere, non saprei quali scegliere, proprio perché uniche e sempre emozionanti. Mar della Plata, Madrid, Buenos Aires, impossibile descrivere le sensazioni che tuttora raccontano quelle esperienze.

Da quanti anni partecipi a concorsi a premi per la scrittura?

Ho iniziato negli anni 2000, quando con euforia ho iniziato a conoscere questo mondo, con piacere e con entusiasmo non solo per, chiamiamola competizione, per fare esperienza, e conoscere scrittori e poeti. Devo riconoscere che da diversi anni partecipo raramente, non solo per il poco tempo, ma perché impossibilitato a eventuali premiazioni, e questo non mi piace proprio perché non potendo rispettare l’eventuale impegno assunto.

In questo senso quanto ti sembra cambiato negli ultimi tempi rispetto a quando hai iniziato?

Tantissimo, purtroppo si è persa di vista quello che dovrebbe essere la scrittura, la Poesia stessa, ora è presente un’esasperazione e una voglia spasmodica di affermarsi a tutti i costi, chissà forse rispecchia il modello attuale di questa società, difficile spiegare, non fraintendermi, giusto che si scriva per emozionare, ma sarebbe interessante che non si perda di vista la realtà che in fondo non è altro che umiltà e semplicità. Essere Poeti comporta un’analisi critica e feroce di quello che scriviamo e personalmente sento di essere una persona che continuerà a volersi raccontare lasciando agli altri la consapevolezza di esser Poeti da libri di storia.

Quale autore si può annoverare tra i tuoi massimi modelli d’ispirazione?

Tutti e nessuno, senza distinzione o favoritismi, ovviamente scherzo i grandi scrittori, poeti, ecc. vorrei lasciarli alla storia, tanto di cappello e di stima. Io ho due grandi Autori che posso solo ringraziare e osannare per tutto quello che mi hanno trasmesso, plasmandomi per la persona che oggi sarei, il mio Babbo e la Mamma, i veri artefici del mio successo sia come uomo sia come spirito libero, senza essere tacciato di presunzione o arroganza.

Qual è il tuo genere preferito in assoluto e perché?

Nessun genere preferito e in assoluto anche perché anche una chiacchierata con amici o persone anziane mi permette di leggere dentro la saggezza e il racconto non ancora scritto, e tutto quello che mi ha e mi permetterà di sapermi emozionare coinvolgendomi e sì perché amo quello che è racconto e crescita per migliorare e affrontare al meglio la quotidianità con la pacatezza del racconto da rivivere raccontando.

Parlaci un po’ a ruota libera di una tua esperienza che ha costituito per te la massima fonte d’ispirazione.

Vita incasinata e spirito libero, forse è questa la chiave autentica che mi ha permesso di vivere tantissime esperienze, positive e negative, spesso mi chiedo se non sia il caso di scrivere la biografia delle mie esperienze di vita, ma poi rinuncio perché appartengono all’intimo io, anche se continuo a raccontarmi con la poesia. Comunque l’ispirazione maggiore sia da attribuire, con certezza a un’amica speciale morta a causa di un cancro, la svolta è arrivata da ciò.

Un poeta o scrittore del passato che ti senti di citare un suo verso o un passo di una sua opera in particolare?

Credo che questa Poesia di Trilussa racchiuda il senso della vita, del saper apprezzarla ogni istante anche se piccolo e forse insignificante momento.
FELICITA’ C’è un’ape che se posa
su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.

Ti piacerebbe che fosse pubblicato un film o uno sceneggiato televisivo tratto da una tua opera?

Sognare non costa poi molto solo tempo e immaginazione! Certo che sì ma continuando sempre a calpestare il suolo dove cammino, come si suole dire, anche perché frutto del mio lavoro, non avendo santi da nessuna parte.

Cosa ne pensi invece di quei libri che di solito invece sono pubblicati dopo i film?

Purché siano piacevoli da leggere, non le solite minestre senza sale o idee, noiose o peggio. Anche perché tutto fa brodo, e una buona pubblicità permette, anche se il libro è orrendo di accumulare denaro. Diffidare dalle imitazioni!

C’è qualche persona in particolare cui vorresti dedicare una tua opera?

A chi dedicarle se non ai diseredati, agli abbietti, agli sfruttati, ai poveri ma non di spirito a chi sa apprezzare tutto perché padrone capace di vita sua, perché da loro grande insegnamento e rinnovamento. Agli opulenti senza attributi che passano il loro tempo a non capire il vero senso dello stesso godimento terreno e quindi ossessionati per quello che devono lasciare.

Pubblicazioni future o imminenti?

A Giugno ho compiuto gli anni e festeggiato con il nuovo libro “6.0” in Argentina e Spagna, e ora in Italia con presentazioni in quasi tutta la penisola. E con questo libro celebrativo sono a quota ventuno pubblicazioni.

 

 

 

Damiano Conchieri