Cafiero: “La musica è magia”

Cafiero, il musicista dall’anima rock blues, pubblicherà a settembre il suo omonimo album, “Cafiero”, il primo ufficiale di una carriera illustre. Il disco, prodotto da Andrea Tripodi, racchiude l’essenza dell’ artista, dotato di grande sensibilità, passione, talento, determinazione.
Cafiero desta meraviglia e fascino per la stesura dei testi e per il suono ammaliante, corposo e ricercato.
Nell’attesa di ascoltare l’atteso lavoro, l’artista ripercorre una parte del proprio percorso professionale e rivela qualche dettaglio sul disco e su un nuovo progetto.

Cafiero, manca poco all’uscita del tuo disco d’esordio; come vivi l’attesa?

Sinceramente, non vedo l’ora! Come in tutte le cose in cui si impiega energia ed impegno, proprio agli sgoccioli, si inizia ad avere un forte desiderio che tutto sia pronto.

Un aggettivo per descrivere la tua opera…

Coraggiosa; non tanto per aver fatto qualcosa di “strano” ma per aver messo a nudo una parte di me, molto semplice e diretta.

Qual è il filo conduttore di “Cafiero”?

E’ la passione che va oltre i generi o gli stili.

Come nascono le tue canzoni?

Nascono da esperienze di vita, da sentimenti, da suoni o pensieri.

Vanti un’ampia formazione musicale e prestigiose esperienze. Qual è lo stile più affine alla tua personalità?

Sicuramente ciò che a me viene più naturale ed istintiva è l’espressione blues, non solo per il genere musicale ma per l’approccio diretto ed istintivo che ho con questo stile.

La musica è…?

Magia.

Quando hai capito di fare della tua più grande passione la tua professione?

L’ ho capito dalle prime note suonate con la prima chitarra. Dall’ approccio con tale strumento ho percepito che la musica sarebbe stata parte del mio percorso, la mia stessa vita.


La cover dell’album “Cafiero” (realizzata da Daniele Pratolini), omaggio alla musica rock ed espressione di purezza creativa, attesta l’amore viscerale che il cantautore nutre per la musica sin dai primi anni di vita ed evoca, attraverso la grafica colorata, il potere che le canzoni esercitano, come i colori, sull’essere umano.

Pensando alla prima band, formata insieme a tuo fratello e tua sorella, qual è la prima cosa che ti balza alla mente?

La serietà super professionale che avevamo fin dagli esordi. Eravamo molto esigenti con noi stessi; ci divertivamo molto ma mantenendo sempre una certa compostezza perché avevamo costantemente riferimenti ed ascolti importanti.

Quanto ha inciso il percorso con i Super Reverb su quel che sei, attualmente, musicalmente?

Tantissimo. Con i Super Reverb ho fatto migliaia di concerti suonando solo e sempre rock’n’roll che può sembrare semplice e divertente ma in realtà è difficilissimo perché ha bisogno di tanta energia ed esperienza.

Nel 2014 hai pubblicato “Suck my Blues” lavoro discografico realizzato in veste di produttore/autore/cantante e chitarrista di brani inediti (blues, rock e funk) in lingua inglese. A distanza di qualche anno, come giudichi quell’esperienza?

Ricordo di aver scritto quei brani in un solo pomeriggio, di getto e in inglese, che ho registrato in pochi giorni. E’ stata un’avventura spontanea, il primo passo di una bellissima esperienza che continuerò in futuro cercando sempre di esprimermi istintivamente.

La critica più costruttiva ricevuta?

A dire il vero non sono uno che ama le critiche e non amo criticare mai nessuno; credo nei buoni consigli di chi sprona ad essere migliore. Criticare è sempre più facile di provare a costruire.

Cosa vuoi che arrivi di te alla gente?

Le mie emozioni… dove ogni ascoltatore può rivedersi sentendole proprie.

Il tuo desiderio ricorrente…

Un tour negli Stati Uniti.

Progetti imminenti?

Ho da poco finito di registrare qualche brano con un nuovo progetto chiamato “Lontano dalla Terra” realizzato con Antonio Marcucci, Marco Pisanelli e Francesco Stoia. Si tratta un lavoro molto rock ma con un messaggio ben preciso che vogliamo dare a chi ci seguirà. Già dal nome del progetto che “suona” diverso da ciò che normalmente sono i vari nomi da band esistenti è facile intuire il desiderio di prendere immediatamente le distanze da tutto ciò che non va su questo pianeta, da ciò che non ci piace ma non con l’indifferenza tipica dei tempi ma con la sensibilità di chi vuole risvegliare qualcuno dal suo torpore, sensibilizzando attraverso i testi e la musica, tracciando uno stile differente da tutto ciò che ora gira intorno musicalmente.

In bocca al lupo per tutto!

Crepi!

 

 

 

 

 

 

 

N. Napolitano

 

 

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