La giornalista Mariagloria Fontana illustra “La Ragione era Carnale”, il suo primo romanzo

Mariagloria Fontana, giornalista freelance e conduttrice radiofonica, ha pubblicato il suo primo libro “La Ragione era Carnale” (Armando Curcio Editore), un romanzo avvincente che racconta dello sviluppo del desiderio attraverso il primo social network.
La trama, ambientata nel 2007, narra la storia della giovane protagonista Bianca e l’avvento dei social network, Myspace.com, tra i giovani quasi trentenni accusati dalla politica di essere “bamboccioni’’ nullafacenti, intrappolati nella solitudine di famiglie disastrate e in cerca di sogni, occupazione e amore.
La scrittrice, che sceglie il romanzo di formazione in cui si inserisce anche il romanzo epistolare, racconta la sua esperienza nella seguente intervista.

Mariagloria, come nasce l’idea di scrivere “La Ragione era Carnale”?

Desideravo scrivere un romanzo da sempre. Scrivere è il mestiere più bello del mondo. Io ho sempre scritto facendo la giornalista, ma sentivo l’urgenza interiore di raccontare questa storia che avevo in mente nella mia testa.

Quanto c’è dell’autrice in Bianca, la protagonista del romanzo?

Non me lo sono mai chiesta. Quando si scrive bisogna essere ‘’autentici’’ diceva il grande Ernest Hemingway e io credo che sia proprio così. Bisogna scarnificarsi per rendersi veri, credibili. Questo non significa che Bianca sia io, ma che le emozioni che racconto le conosco profondamente, perché so ascoltare e osservare la gente e me stessa. Invece ci sono dentro le mie letture, i miei autori, i film che mi hanno formato. Bianca è Joe March di ‘’Piccole Donne’’ della Alcott, è un po’ Daisy del Grande Gatsby di Fitzgerald, un po’ Elisabeth Bennet di Jane Austen in Orgoglio e Pregiudizio, certo quelli sono capolavori. Mi sono però ispirata a tutte le eroine che hanno plasmato la mia vita e il mio modo di scrivere, da Dorothy Parker a Nora Ephron. Inoltre , ci sono anche similitudini con le protagoniste di due serie tv. Carrie Bradshaw di Sex And The City e Lorelai Gilmore delle Gilmore Girls e , ancora, Doroty del film Il Mago di Oz di Fleming, Noodles in C’era una volta in America di Sergio Leone, Baby del film Dirty Dancing. Bianca è però più inquieta e profonda di alcuni di questi personaggi.

Il tuo racconto, tratta temi importanti ed attuali, in primo luogo evidenzia la dipendenza dai social network. Perché si preferisce dedicare tempo ai contatti virtuali e sempre meno alle relazioni reali?

Semplicemente perché è più facile. In rete non rischiamo di essere presi nell’ingranaggio del rapporto quotidiano, del menage familiare, che comporta inevitabilmente anche la noia. Proiettiamo tutte le nostre esigenze e le nostre suggestioni sulle parole che scambiano con il nostro interlocutore virtuale e siamo quasi certi, inconsciamente, che non potrà deluderci come invece accade nella vita reale. In più c’è un ‘’presente costante’’ e ci sembra di essere sempre in compagnia e che il nostro compagno virtuale non possa abbandonarci come , invece, potrebbe fare un compagno reale lasciandoci e interrompendo la relazione.

Il tradimento in rete è più lieve di quello vissuto?

Ha meno conseguenze, certamente. Tuttavia, ha implicazioni mentali molto forti e ci si dovrebbe comunque domandare perché sia così eccitante evadere dai rapporti amorosi ‘’reali’’ tradendo online con uno/a sconosciuto/a.

Qual è il messaggio che intendi lanciare con il tuo libro?

Nel finale del romanzo è la stessa Bianca a dare un messaggio, perciò non lo sveliamo, il lettore lo scoprirà arrivando all’ultima pagina. Alcune riflessioni però possiamo farle. I social network e le parole possono essere seduttivi, conturbanti, ma sembrano essere privi di responsabilità, per loro stessa natura. Bisogna essere molto vigili perché se ne resta invischiati e illusi. Un’altra considerazione è che per quanto spietata questa vita, per quanto ci sbattano le porte in faccia, si deve sempre lottare e se non ce la si fa da soli, perché magari si proviene da una famiglia come quella di Bianca, è utile rivolgersi a qualcuno che ci aiuti. Vale sia per gli uomini che per le donne, ma specialmente per i giovani che affrontano le prime crisi, le prime sfide e i primi fallimenti.

Dopo tale esperienza, pensi alla stesura di un nuovo racconto?

Sto già scrivendo un nuovo romanzo.

Cosa ti piacerebbe trattare?

Il prossimo libro riguarderà sicuramente le relazioni tra uomini e donne.

Progetti imminenti?

La promozione de La Ragione era Carnale e l’impegno quotidiano con la mia trasmissione radiofonica su Radio Roma Capitale “Presto si fa sera”.

 

 

Redazione LU Magazine

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